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La Parola di Dio · sabato 7 novembre 2026

Le letture del giorno

Sabato della XXXI Settimana del Tempo Ordinario · Anno A

Il periodo liturgico: Tempo Ordinario · Anno A

Le 33 o 34 settimane che non celebrano un aspetto particolare del mistero di Cristo, ma lo vivono nella sua pienezza, seguendo passo passo la vita pubblica di Gesù. La domenica il Vangelo si legge in modo continuo (Matteo nell’anno A, Marco nel B, Luca nel C); la prima lettura, dall’Antico Testamento, è scelta in armonia con il Vangelo e il salmo le risponde; la seconda lettura segue in modo semicontinuo le lettere degli apostoli e ha un tema proprio. Il colore liturgico è il verde, segno di speranza.

Le letture della domenica seguono un ciclo di tre anni: nell’anno A si legge il Vangelo di Matteo, nel B quello di Marco, nel C quello di Luca; il Vangelo di Giovanni ritorna soprattutto in Quaresima e a Pasqua. I tempi dell’anno liturgico →

Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 16,9-15

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole»

Parola del Signore.

Per capire il testo: contesto storico e parole chiave

Il libro: Vangelo secondo Luca Vangeli

Scritto intorno all’80-90 d.C. da Luca, medico di cultura greca e compagno di san Paolo, per comunità di origine pagana; ha una seconda parte, gli Atti degli Apostoli. È il Vangelo della misericordia (le parabole del figlio prodigo e della pecora smarrita), dell’attenzione ai poveri, alle donne e agli esclusi, della preghiera e della gioia. Racconta l’infanzia di Gesù dal punto di vista di Maria. È il Vangelo dell’anno liturgico C.

Chi sono, che cosa significa

Discepoli e apostoli
I discepoli sono coloro che seguono un maestro, vivendo con lui per imparare. Tra i molti discepoli Gesù ne sceglie dodici, numero delle tribù d’Israele, chiamati «apostoli», cioè «inviati». Erano persone comuni, in gran parte pescatori di Galilea, guidati da Simone, che Gesù chiama Pietro («roccia»).
Farisei
Movimento religioso laico nato nel II secolo a.C., all’epoca dei Maccabei. Il nome significa probabilmente «separati». Volevano santificare la vita quotidiana osservando con scrupolo la Legge di Mosè, interpretata attraverso la «tradizione degli antichi» (norme su sabato, purità, decime). Erano stimati dal popolo e attivi nelle sinagoghe; credevano nella risurrezione dei morti e negli angeli. Gesù condivide molte loro convinzioni, ma ne critica il legalismo e l’ipocrisia. Dopo la distruzione del Tempio (70 d.C.) da loro nacque il giudaismo rabbinico. San Paolo era stato fariseo.
Monete e misure
Il denaro romano era la paga di una giornata di lavoro di un bracciante. La dracma greca valeva circa un denaro. Il talento era un’unità di peso e di valore enorme, pari a circa 6.000 denari, cioè il salario di quasi vent’anni di lavoro. Sulle monete romane comparivano l’immagine e il nome dell’imperatore; al Tempio si pagava con il siclo di Tiro, per cui servivano i cambiavalute.

Tutte le spiegazioni: libri della Bibbia, personaggi, luoghi e usanze →

Liturgia della Parola

Le letture della Messa


Prima Lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Fil 4,10-19

Fratelli, ho provato grande gioia nel Signore perché finalmente avete fatto rifiorire la vostra premura nei miei riguardi: l'avevate anche prima, ma non ne avete avuto l'occasione.
Non dico questo per bisogno, perché ho imparato a bastare a me stesso in ogni occasione. So vivere nella povertà come so vivere nell'abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all'abbondanza e all'indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza.
Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni. Lo sapete anche voi, Filippési, che all'inizio della predicazione del Vangelo, quando partii dalla Macedònia, nessuna Chiesa mi aprì un conto di dare e avere, se non voi soli; e anche a Tessalònica mi avete inviato per due volte il necessario.
Non è però il vostro dono che io cerco, ma il frutto che va in abbondanza sul vostro conto. Ho il necessario e anche il superfluo; sono ricolmo dei vostri doni ricevuti da Epafrodìto, che sono un piacevole profumo, un sacrificio gradito, che piace a Dio.
Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 111 (112)

R. Beato l’uomo che teme il Signore.

Beato l’uomo che teme il Signore
e nei suoi precetti trova grande gioia.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza degli uomini retti sarà benedetta. R.

Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto. R.

Sicuro è il suo cuore, non teme.
Egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria. R.

Per capire il testo: contesto storico e parole chiave

Chi sono, che cosa significa

Discepoli e apostoli
I discepoli sono coloro che seguono un maestro, vivendo con lui per imparare. Tra i molti discepoli Gesù ne sceglie dodici, numero delle tribù d’Israele, chiamati «apostoli», cioè «inviati». Erano persone comuni, in gran parte pescatori di Galilea, guidati da Simone, che Gesù chiama Pietro («roccia»).
I viaggi di Paolo e le prime comunità
Tra il 46 e il 58 d.C. circa san Paolo compì tre grandi viaggi missionari nell’attuale Turchia e in Grecia, fondando comunità nelle città dell’impero: Filippi e Tessalonica (in Macedonia), Corinto (capitale della provincia di Acaia), Efeso, le chiese della Galazia. Erano piccoli gruppi di ebrei e soprattutto di pagani convertiti, riuniti nelle case. Le sue lettere rispondono ai loro problemi concreti e sono i più antichi scritti del Nuovo Testamento.
Messia, Cristo
«Messia» (in ebraico) e «Cristo» (in greco) significano «unto», «consacrato con l’olio», come erano i re e i sacerdoti d’Israele. Al tempo di Gesù molti attendevano un Messia discendente di Davide che liberasse Israele, spesso pensato come un re politico. I cristiani riconoscono in Gesù il Messia, ma secondo la figura del servo sofferente annunciato da Isaia.
La Legge (Torah)
La «Torah», cioè l’insegnamento di Dio contenuto nei primi cinque libri della Bibbia (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio), attribuiti a Mosè. Comprende i Dieci comandamenti e centinaia di norme sul culto, la vita sociale, la purità e la giustizia. Per gli ebrei non è un peso ma un dono: la via per vivere nell’alleanza. I rabbini contavano 613 precetti; Gesù li riassume nell’amore di Dio e del prossimo. «La Legge e i Profeti» indica tutta la Scrittura.
Il forestiero, la vedova e l’orfano
Nella società antica erano le persone senza protezione: lo straniero non aveva terra né diritti, la vedova e l’orfano non avevano un uomo che li difendesse in tribunale e ne garantisse il sostentamento. La Legge di Mosè li affida in modo speciale alla cura del popolo, ricordando che Israele stesso era stato straniero in Egitto, e i profeti fanno del loro trattamento la misura della fedeltà a Dio.

Tutte le spiegazioni: libri della Bibbia, personaggi, luoghi e usanze →

Per meditare

Le parole dei Papi


Gesù pone un’alternativa nettissima tra Dio e la ricchezza, chiedendoci di prendere una chiara e coerente posizione. «Nessun servitore può servire due padroni», perciò «non potete servire Dio e la ricchezza» (cfr Lc 16,13). (…) Occorre decidere un vero e proprio stile di vita. Si tratta di scegliere dove porre il nostro cuore. (…)

La sete di ricchezza rischia di prendere il posto di Dio nel nostro cuore, quando riteniamo che sia essa a salvare la nostra vita. (…)

La tentazione è questa: pensare che senza Dio potremmo comunque vivere bene, mentre senza ricchezza saremmo tristi e afflitti da mille necessità. Davanti alla prova del bisogno ci sentiamo minacciati, ma invece di chiedere aiuto con fiducia e di condividere con fraternità, siamo portati a calcolare, ad accumulare, diventando sospettosi e diffidenti verso gli altri. (…)

Al contrario, Dio destina i beni del creato a tutti. (…)

La parola del Signore, infatti, non contrappone gli uomini in classi rivali, ma sprona tutti a una rivoluzione interiore, una conversione che inizia dal cuore. Allora si apriranno le nostre mani: per donare, non per arraffare. (…) Chi serve Dio diventa libero dalla ricchezza, ma chi serve la ricchezza ne resta schiavo! Chi cerca la giustizia trasforma la ricchezza in bene comune; chi cerca il dominio trasforma il bene comune nella preda della propria avidità. (Papa Leone XIV, Omelia, 21 settembre 2025)

Testi aggiornati automaticamente dalla pagina «Vangelo del giorno e Parola del giorno» di Vatican News (Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede), secondo il calendario liturgico. Traduzione dei testi biblici: CEI. Le celebrazioni proprie della Diocesi di Aversa possono avere letture diverse.