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San Michele ArcangeloParrocchia · Trentola Ducenta
La Parola di Dio · venerdì 6 novembre 2026

Le letture del giorno

Venerdì della XXXI Settimana del Tempo Ordinario · Anno A

Il periodo liturgico: Tempo Ordinario · Anno A

Le 33 o 34 settimane che non celebrano un aspetto particolare del mistero di Cristo, ma lo vivono nella sua pienezza, seguendo passo passo la vita pubblica di Gesù. La domenica il Vangelo si legge in modo continuo (Matteo nell’anno A, Marco nel B, Luca nel C); la prima lettura, dall’Antico Testamento, è scelta in armonia con il Vangelo e il salmo le risponde; la seconda lettura segue in modo semicontinuo le lettere degli apostoli e ha un tema proprio. Il colore liturgico è il verde, segno di speranza.

Le letture della domenica seguono un ciclo di tre anni: nell’anno A si legge il Vangelo di Matteo, nel B quello di Marco, nel C quello di Luca; il Vangelo di Giovanni ritorna soprattutto in Quaresima e a Pasqua. I tempi dell’anno liturgico →

Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 16,1-8

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:
«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: "Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare".
L'amministratore disse tra sé: "Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l'amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall'amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua".
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: "Tu quanto devi al mio padrone?". Quello rispose: "Cento barili d'olio". Gli disse: "Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta". Poi disse a un altro: "Tu quanto devi?". Rispose: "Cento misure di grano". Gli disse: "Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta".
Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».

Parola del Signore.

Per capire il testo: contesto storico e parole chiave

Il libro: Vangelo secondo Luca Vangeli

Scritto intorno all’80-90 d.C. da Luca, medico di cultura greca e compagno di san Paolo, per comunità di origine pagana; ha una seconda parte, gli Atti degli Apostoli. È il Vangelo della misericordia (le parabole del figlio prodigo e della pecora smarrita), dell’attenzione ai poveri, alle donne e agli esclusi, della preghiera e della gioia. Racconta l’infanzia di Gesù dal punto di vista di Maria. È il Vangelo dell’anno liturgico C.

Chi sono, che cosa significa

Discepoli e apostoli
I discepoli sono coloro che seguono un maestro, vivendo con lui per imparare. Tra i molti discepoli Gesù ne sceglie dodici, numero delle tribù d’Israele, chiamati «apostoli», cioè «inviati». Erano persone comuni, in gran parte pescatori di Galilea, guidati da Simone, che Gesù chiama Pietro («roccia»).
Prestito, interesse e pegno
Nella società agricola d’Israele il prestito serviva soprattutto a sopravvivere a un cattivo raccolto. La Legge di Mosè vietava di chiedere interessi a un fratello israelita e proteggeva il povero dai creditori: il mantello dato in pegno, che di notte faceva da coperta, doveva essere restituito prima del tramonto. Ogni sette anni i debiti venivano condonati (anno sabbatico).

Tutte le spiegazioni: libri della Bibbia, personaggi, luoghi e usanze →

Liturgia della Parola

Le letture della Messa


Prima Lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Fil 3,17-4,1

Fratelli, fatevi insieme miei imitatori e guardate quelli che si comportano secondo l'esempio che avete in noi.
Perché molti - ve l'ho già detto più volte e ora, con le lacrime agli occhi, ve lo ripeto - si comportano da nemici della croce di Cristo. La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio. Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra.
La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose.
Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete in questo modo saldi nel Signore, carissimi!

Salmo Responsoriale
Dal Sal 121 (122)

R. Andremo con gioia alla casa del Signore.

Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore»!
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme! R.

Gerusalemme è costruita
come città unita e compatta.
È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore. R.

Secondo la legge d'Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide. R.

Per capire il testo: contesto storico e parole chiave

Il libro: Lettera ai Filippesi Lettere di san Paolo

Scritta da Paolo in prigione (forse a Efeso, verso il 55 d.C.) alla comunità di Filippi in Macedonia, la prima da lui fondata in Europa e la più cara. È la lettera della gioia («Siate sempre lieti nel Signore») e contiene l’inno a Cristo che «svuotò se stesso» facendosi servo fino alla morte di croce (2,6-11).

Chi sono, che cosa significa

Discepoli e apostoli
I discepoli sono coloro che seguono un maestro, vivendo con lui per imparare. Tra i molti discepoli Gesù ne sceglie dodici, numero delle tribù d’Israele, chiamati «apostoli», cioè «inviati». Erano persone comuni, in gran parte pescatori di Galilea, guidati da Simone, che Gesù chiama Pietro («roccia»).
I viaggi di Paolo e le prime comunità
Tra il 46 e il 58 d.C. circa san Paolo compì tre grandi viaggi missionari nell’attuale Turchia e in Grecia, fondando comunità nelle città dell’impero: Filippi e Tessalonica (in Macedonia), Corinto (capitale della provincia di Acaia), Efeso, le chiese della Galazia. Erano piccoli gruppi di ebrei e soprattutto di pagani convertiti, riuniti nelle case. Le sue lettere rispondono ai loro problemi concreti e sono i più antichi scritti del Nuovo Testamento.
Messia, Cristo
«Messia» (in ebraico) e «Cristo» (in greco) significano «unto», «consacrato con l’olio», come erano i re e i sacerdoti d’Israele. Al tempo di Gesù molti attendevano un Messia discendente di Davide che liberasse Israele, spesso pensato come un re politico. I cristiani riconoscono in Gesù il Messia, ma secondo la figura del servo sofferente annunciato da Isaia.
Il Tempio di Gerusalemme
L’unico luogo dove si offrivano i sacrifici a Dio. Il primo Tempio fu costruito da Salomone e distrutto dai Babilonesi nel 587 a.C.; il secondo fu ricostruito dopo l’esilio e ampliato in modo grandioso da Erode il Grande. Era meta di pellegrinaggio nelle grandi feste. Gesù vi insegnò e ne cacciò i venditori. Fu distrutto dai Romani nel 70 d.C.: oggi ne resta il Muro occidentale («del Pianto»).
Giudea e Gerusalemme
La Giudea è la regione meridionale, con capitale Gerusalemme, città santa scelta da re Davide intorno al 1000 a.C. e sede del Tempio. Sion è il colle della città e, per estensione, la città stessa come dimora di Dio. Nella Giudea si trovano anche Betlemme, città di Davide dove nacque Gesù, Betània, villaggio di Marta, Maria e Lazzaro, e Gerico.
La Legge (Torah)
La «Torah», cioè l’insegnamento di Dio contenuto nei primi cinque libri della Bibbia (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio), attribuiti a Mosè. Comprende i Dieci comandamenti e centinaia di norme sul culto, la vita sociale, la purità e la giustizia. Per gli ebrei non è un peso ma un dono: la via per vivere nell’alleanza. I rabbini contavano 613 precetti; Gesù li riassume nell’amore di Dio e del prossimo. «La Legge e i Profeti» indica tutta la Scrittura.
Davide
Secondo re d’Israele (circa 1000 a.C.), pastore di Betlemme diventato re. Conquistò Gerusalemme e ne fece la capitale. Dio gli promise, tramite il profeta Natan, una dinastia eterna: per questo il Messia atteso era chiamato «figlio di Davide». La tradizione gli attribuisce molti Salmi. Suo figlio Salomone costruì il primo Tempio.

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Per meditare

Le parole dei Papi


Nel racconto vediamo che un amministratore viene chiamato dal padrone a “rendere conto”. Si tratta di un’immagine che ci comunica qualcosa di importante: noi non siamo padroni della nostra vita né dei beni di cui godiamo; tutto ci è stato dato in dono dal Signore e Lui ha affidato questo patrimonio alla nostra cura, alla nostra libertà e responsabilità. Un giorno saremo chiamati a rendere conto di come abbiamo amministrato noi stessi, i nostri beni e le risorse della terra, sia davanti a Dio sia davanti agli uomini, alla società e soprattutto a chi verrà dopo di noi. (…)

Prendendo spunto dal racconto, Gesù ci esorta: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne» (v. 9).

Infatti, l’amministratore della parabola, pur nella gestione della disonesta ricchezza di questo mondo, riesce a trovare un modo per farsi degli amici, uscendo dalla solitudine del proprio egoismo; tanto più noi, che siamo discepoli e viviamo nella luce del Vangelo, dobbiamo usare i beni del mondo e la nostra stessa vita pensando alla ricchezza vera, che è l’amicizia con il Signore e con i fratelli. (Papa Leone XIV, Angelus, 21 settembre 2025)

Testi aggiornati automaticamente dalla pagina «Vangelo del giorno e Parola del giorno» di Vatican News (Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede), secondo il calendario liturgico. Traduzione dei testi biblici: CEI. Le celebrazioni proprie della Diocesi di Aversa possono avere letture diverse.