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San Michele ArcangeloParrocchia · Trentola Ducenta
La Parola di Dio

Per capire le letture

Chi erano i farisei? Quando è stato scritto un libro? Che cosa significa «Regno dei cieli»? Una guida per ascoltare la Parola conoscendone il mondo.

Personaggi, gruppi, luoghi e usanze


Abramo e i patriarchi

Abramo è il padre del popolo d’Israele e il modello della fede: partito da Ur dei Caldei (nell’attuale Iraq) verso la terra di Canaan, si fida della promessa di Dio di una discendenza numerosa. Con il figlio Isacco e il nipote Giacobbe (chiamato anche Israele, padre delle dodici tribù) forma il gruppo dei patriarchi, vissuti nel II millennio a.C. Ebrei, cristiani e musulmani lo riconoscono come padre nella fede.

Agnello di Dio

L’agnello era l’animale del sacrificio pasquale, il cui sangue aveva salvato gli Israeliti in Egitto, e dei sacrifici quotidiani al Tempio. Isaia descrive il servo sofferente «come agnello condotto al macello». Giovanni Battista indica Gesù come «l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo»: parole ripetute in ogni Messa prima della Comunione.

Alleanza

Il legame che Dio stabilisce liberamente con il suo popolo, sul modello dei trattati antichi: «Io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo». Le tappe principali sono le alleanze con Noè, con Abramo, con Mosè al Sinai (i Dieci comandamenti) e con Davide. I profeti annunciano una «nuova alleanza» scritta nei cuori, che i cristiani riconoscono nel sangue di Cristo, ricordato in ogni Messa.

Amen, Alleluia, Osanna

Parole ebraiche entrate nella preghiera cristiana senza traduzione. «Amen» significa «è così, è vero, mi fido»: Gesù lo usa all’inizio delle sue affermazioni solenni («In verità vi dico»). «Alleluia» vuol dire «lodate il Signore». «Osanna», in origine «salvaci!», divenne un’acclamazione festosa, gridata all’ingresso di Gesù a Gerusalemme.

Angeli e arcangeli

Gli angeli («messaggeri») sono creature spirituali al servizio di Dio, che portano i suoi messaggi e proteggono gli uomini. La Bibbia nomina tre arcangeli: Gabriele, che annuncia la nascita di Giovanni Battista e di Gesù; Raffaele, che accompagna Tobia; Michele («Chi è come Dio?»), protettore del popolo di Dio nel libro di Daniele e vincitore del drago nell’Apocalisse, patrono della nostra parrocchia.

Battesimo

Il verbo greco significa «immergere». Nel giudaismo esistevano bagni rituali di purificazione; Giovanni Battista propone un’unica immersione nel fiume Giordano come segno di conversione. Il battesimo cristiano, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, è il sacramento che unisce alla morte e risurrezione di Cristo e fa entrare nella Chiesa.

Davide

Secondo re d’Israele (circa 1000 a.C.), pastore di Betlemme diventato re. Conquistò Gerusalemme e ne fece la capitale. Dio gli promise, tramite il profeta Natan, una dinastia eterna: per questo il Messia atteso era chiamato «figlio di Davide». La tradizione gli attribuisce molti Salmi. Suo figlio Salomone costruì il primo Tempio.

Discepoli e apostoli

I discepoli sono coloro che seguono un maestro, vivendo con lui per imparare. Tra i molti discepoli Gesù ne sceglie dodici, numero delle tribù d’Israele, chiamati «apostoli», cioè «inviati». Erano persone comuni, in gran parte pescatori di Galilea, guidati da Simone, che Gesù chiama Pietro («roccia»).

Egitto ed Esodo

Secondo il libro dell’Esodo, i discendenti di Giacobbe furono schiavi in Egitto finché Dio li liberò per mezzo di Mosè, facendoli passare attraverso il Mar Rosso. Seguirono quarant’anni nel deserto, tempo di prova e di formazione del popolo, e l’alleanza al Sinai. La memoria della liberazione dall’Egitto è il centro della fede d’Israele e della Pasqua ebraica; il deserto resta nella Bibbia il luogo dell’incontro con Dio.

Elia ed Eliseo

Profeti del regno del nord d’Israele nel IX secolo a.C. Elia combatté il culto del dio Baal promosso dalla regina Gezabele; secondo la Bibbia fu rapito in cielo su un carro di fuoco. Si attendeva il suo ritorno prima del Messia: per questo Giovanni Battista fu identificato con lui. Eliseo, suo discepolo, ne continuò l’opera con molti miracoli.

Erode e gli erodiani

Erode il Grande, re della Giudea per conto di Roma (37-4 a.C.), ricostruì in modo grandioso il Tempio ed è il re della strage degli innocenti. Alla sua morte il regno fu diviso tra i figli: Erode Antipa governò la Galilea al tempo di Gesù e fece decapitare Giovanni Battista, che lo rimproverava per l’unione con Erodìade, moglie del fratello. Gli «erodiani» erano i sostenitori di questa dinastia.

Farisei

Movimento religioso laico nato nel II secolo a.C., all’epoca dei Maccabei. Il nome significa probabilmente «separati». Volevano santificare la vita quotidiana osservando con scrupolo la Legge di Mosè, interpretata attraverso la «tradizione degli antichi» (norme su sabato, purità, decime). Erano stimati dal popolo e attivi nelle sinagoghe; credevano nella risurrezione dei morti e negli angeli. Gesù condivide molte loro convinzioni, ma ne critica il legalismo e l’ipocrisia. Dopo la distruzione del Tempio (70 d.C.) da loro nacque il giudaismo rabbinico. San Paolo era stato fariseo.

Figlio dell’uomo

Espressione che nell’ebraico biblico significa semplicemente «essere umano», ma nel libro di Daniele (7,13) indica una figura misteriosa che viene sulle nubi del cielo e riceve da Dio un regno eterno. Gesù la usa spesso per parlare di sé, unendo la sua umanità, la sua passione e la sua gloria futura.

Galilea

Regione settentrionale della terra d’Israele, fertile e popolosa, attorno al lago di Tiberiade (o mare di Galilea). Era abitata da ebrei e pagani ed era vista con sospetto dai Giudei di Gerusalemme. Qui Gesù crebbe, a Nazaret, e svolse gran parte della sua predicazione, con base a Cafarnao; molti apostoli erano pescatori del lago.

Giovanni Battista

Figlio del sacerdote Zaccaria e di Elisabetta, parente di Gesù. Predicava nel deserto di Giuda, presso il Giordano, un battesimo di conversione in vista del giudizio imminente, vestito come gli antichi profeti. Battezzò Gesù e lo indicò come «l’Agnello di Dio». Fu fatto decapitare da Erode Antipa. È il precursore, l’ultimo profeta dell’Antico Testamento.

Giudea e Gerusalemme

La Giudea è la regione meridionale, con capitale Gerusalemme, città santa scelta da re Davide intorno al 1000 a.C. e sede del Tempio. Sion è il colle della città e, per estensione, la città stessa come dimora di Dio. Nella Giudea si trovano anche Betlemme, città di Davide dove nacque Gesù, Betània, villaggio di Marta, Maria e Lazzaro, e Gerico.

I viaggi di Paolo e le prime comunità

Tra il 46 e il 58 d.C. circa san Paolo compì tre grandi viaggi missionari nell’attuale Turchia e in Grecia, fondando comunità nelle città dell’impero: Filippi e Tessalonica (in Macedonia), Corinto (capitale della provincia di Acaia), Efeso, le chiese della Galazia. Erano piccoli gruppi di ebrei e soprattutto di pagani convertiti, riuniti nelle case. Le sue lettere rispondono ai loro problemi concreti e sono i più antichi scritti del Nuovo Testamento.

Il Tempio di Gerusalemme

L’unico luogo dove si offrivano i sacrifici a Dio. Il primo Tempio fu costruito da Salomone e distrutto dai Babilonesi nel 587 a.C.; il secondo fu ricostruito dopo l’esilio e ampliato in modo grandioso da Erode il Grande. Era meta di pellegrinaggio nelle grandi feste. Gesù vi insegnò e ne cacciò i venditori. Fu distrutto dai Romani nel 70 d.C.: oggi ne resta il Muro occidentale («del Pianto»).

Il forestiero, la vedova e l’orfano

Nella società antica erano le persone senza protezione: lo straniero non aveva terra né diritti, la vedova e l’orfano non avevano un uomo che li difendesse in tribunale e ne garantisse il sostentamento. La Legge di Mosè li affida in modo speciale alla cura del popolo, ricordando che Israele stesso era stato straniero in Egitto, e i profeti fanno del loro trattamento la misura della fedeltà a Dio.

Il sabato

Il settimo giorno della settimana ebraica, dal tramonto del venerdì al tramonto del sabato, consacrato al riposo e a Dio, in ricordo della creazione e della liberazione dall’Egitto. Era un segno distintivo dell’identità ebraica; i farisei ne avevano precisato in dettaglio le attività proibite. Gesù non lo abolisce, ma ricorda che «il sabato è fatto per l’uomo». I cristiani celebrano la domenica, giorno della risurrezione.

La Legge (Torah)

La «Torah», cioè l’insegnamento di Dio contenuto nei primi cinque libri della Bibbia (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio), attribuiti a Mosè. Comprende i Dieci comandamenti e centinaia di norme sul culto, la vita sociale, la purità e la giustizia. Per gli ebrei non è un peso ma un dono: la via per vivere nell’alleanza. I rabbini contavano 613 precetti; Gesù li riassume nell’amore di Dio e del prossimo. «La Legge e i Profeti» indica tutta la Scrittura.

Le feste ebraiche

Oltre alla Pasqua, Israele celebrava la festa delle Settimane (Pentecoste), cinquanta giorni dopo, per il raccolto del grano e il dono della Legge; la festa delle Capanne (Sukkot), in autunno, in ricordo dei quarant’anni nel deserto; il giorno dell’Espiazione (Yom Kippur), di digiuno e perdono; la Dedicazione (Hanukkah), per la riconsacrazione del Tempio al tempo dei Maccabei. Nelle feste principali gli ebrei salivano in pellegrinaggio a Gerusalemme.

L’esilio babilonese

Nel 587 a.C. il re babilonese Nabucodònosor distrusse Gerusalemme e il Tempio e deportò in Babilonia gran parte della popolazione. L’esilio fu la crisi più profonda della storia d’Israele, ma anche il tempo in cui furono raccolte e meditate le Scritture. Nel 538 a.C. il re persiano Ciro permise il ritorno: iniziò la ricostruzione del Tempio e della comunità.

Messia, Cristo

«Messia» (in ebraico) e «Cristo» (in greco) significano «unto», «consacrato con l’olio», come erano i re e i sacerdoti d’Israele. Al tempo di Gesù molti attendevano un Messia discendente di Davide che liberasse Israele, spesso pensato come un re politico. I cristiani riconoscono in Gesù il Messia, ma secondo la figura del servo sofferente annunciato da Isaia.

Monete e misure

Il denaro romano era la paga di una giornata di lavoro di un bracciante. La dracma greca valeva circa un denaro. Il talento era un’unità di peso e di valore enorme, pari a circa 6.000 denari, cioè il salario di quasi vent’anni di lavoro. Sulle monete romane comparivano l’immagine e il nome dell’imperatore; al Tempio si pagava con il siclo di Tiro, per cui servivano i cambiavalute.

Mosè

La grande guida d’Israele (XIII secolo a.C. secondo la datazione più diffusa). Nato in Egitto, guidò il popolo fuori dalla schiavitù (l’Esodo), ricevette la Legge sul monte Sinai e accompagnò Israele nel deserto per quarant’anni fino alle soglie della Terra promessa. È considerato il più grande dei profeti e il mediatore dell’alleanza; nella Trasfigurazione appare accanto a Gesù con Elia.

Pagani e genti

Per gli ebrei «le genti» (o nazioni, pagani, gentili) erano tutti i popoli non ebrei, che adoravano gli idoli. I profeti annunciano che anche le genti saliranno a Gerusalemme per conoscere il vero Dio. La missione degli apostoli, soprattutto di Paolo, porta il Vangelo ai pagani dell’impero romano: una delle grandi questioni della Chiesa nascente fu come accoglierli.

Parabole

Racconti brevi tratti dalla vita quotidiana della Palestina del I secolo (semina, pesca, pastori, vigne, banchetti, debiti) con cui Gesù spiega il Regno di Dio. Era un metodo comune ai maestri ebrei. Spesso contengono un elemento sorprendente che costringe l’ascoltatore a prendere posizione.

Pasqua ebraica e azzimi

La festa più importante d’Israele, in primavera, che ricorda la liberazione dalla schiavitù d’Egitto. Nella cena pasquale si mangiano l’agnello, il pane azzimo (senza lievito, segno della partenza in fretta) e le erbe amare, raccontando ai figli la storia dell’Esodo. Gesù morì e risorse durante la Pasqua: la sua Ultima Cena si colloca in questo contesto e la Pasqua cristiana ne porta a compimento il significato.

Prestito, interesse e pegno

Nella società agricola d’Israele il prestito serviva soprattutto a sopravvivere a un cattivo raccolto. La Legge di Mosè vietava di chiedere interessi a un fratello israelita e proteggeva il povero dai creditori: il mantello dato in pegno, che di notte faceva da coperta, doveva essere restituito prima del tramonto. Ogni sette anni i debiti venivano condonati (anno sabbatico).

Profeti

Uomini e donne chiamati a parlare in nome di Dio: non indovini del futuro, ma interpreti della storia alla luce dell’alleanza. Richiamano re e popolo alla fedeltà, difendono poveri, vedove e orfani, annunciano il giudizio e la speranza. I più grandi (Isaia, Geremia, Ezechiele) vissero tra l’VIII e il VI secolo a.C., nel tempo delle crisi assira e babilonese. Giovanni Battista è considerato l’ultimo dei profeti.

Pubblicani

Gli esattori delle tasse e dei dazi per conto dei Romani o di Erode. Prendevano in appalto la riscossione e spesso chiedevano più del dovuto: per questo erano considerati ladri, collaboratori degli occupanti e impuri, ed erano esclusi dalla vita religiosa. Gesù siede alla loro tavola e chiama tra i discepoli il pubblicano Matteo; famoso è anche Zaccheo di Gerico.

Puro e impuro

Per la Legge alcune condizioni (malattie della pelle chiamate «lebbra», contatto con cadaveri, perdite di sangue, certi cibi) rendevano «impuri», cioè inadatti al culto, finché non si compiva un rito di purificazione. Il lebbroso doveva vivere fuori dal villaggio. Non era una colpa morale, ma comportava esclusione sociale. Gesù tocca i lebbrosi e insegna che ciò che rende impuri è il male che esce dal cuore.

Rabbì, Maestro

Titolo di rispetto (letteralmente «mio grande») dato ai maestri della Legge che avevano discepoli. Rivolgersi a Gesù chiamandolo «Rabbì» o «Maestro» significava riconoscerlo come insegnante autorevole delle Scritture, anche se non aveva frequentato le scuole degli scribi.

Regno di Dio, Regno dei cieli

Il tema centrale della predicazione di Gesù: non un territorio, ma il regnare di Dio, cioè la sua presenza che salva, guarisce e rende giusti. Matteo, per il rispetto ebraico verso il nome di Dio, dice «Regno dei cieli». È già presente in Gesù, come un seme che cresce, ma attende il suo compimento alla fine dei tempi.

Romani, Cesare e Pilato

Dal 63 a.C. la terra d’Israele era sotto il dominio di Roma. «Cesare» era il titolo dell’imperatore: Augusto alla nascita di Gesù, Tiberio durante la sua vita pubblica. La Giudea era governata da un prefetto romano; dal 26 al 36 d.C. fu Ponzio Pilato, che autorizzò la crocifissione di Gesù. Il centurione comandava cento soldati. Il tributo a Cesare era il segno della sottomissione all’impero.

Sadducei

Gruppo legato alle grandi famiglie sacerdotali di Gerusalemme, che controllavano il Tempio e il Sinedrio. Il nome viene forse da Sadoc, sommo sacerdote ai tempi di Salomone. Accettavano come vincolanti solo i cinque libri di Mosè (la Torah) e rifiutavano le tradizioni orali dei farisei; non credevano nella risurrezione dei morti né negli angeli. Politicamente cercavano l’intesa con i Romani. Scomparvero con la distruzione del Tempio nel 70 d.C.

Samaritani e Samaria

Abitanti della Samaria, regione tra Galilea e Giudea. Discendevano dalle tribù del nord d’Israele mescolate con popolazioni portate dagli Assiri dopo il 722 a.C. Accettavano solo i libri di Mosè e adoravano Dio sul monte Garizim invece che a Gerusalemme. Tra Giudei e Samaritani c’era un’ostilità secolare: per questo fanno scandalo la parabola del buon Samaritano e il dialogo di Gesù con la donna al pozzo.

Scribi e dottori della Legge

Esperti delle Sacre Scritture, che copiavano, studiavano e insegnavano. Erano consultati come giuristi perché la Legge di Mosè regolava anche la vita civile. Molti appartenevano al movimento dei farisei. Nel Vangelo li si vede discutere con Gesù sull’interpretazione della Legge, a volte con ostilità, a volte con sincera ricerca (come lo scriba «non lontano dal Regno di Dio» di Mc 12,34).

Sinagoga

Luogo di riunione della comunità ebraica, in ogni villaggio, per la preghiera, la lettura e la spiegazione delle Scritture, soprattutto il sabato. A differenza del Tempio non vi si offrivano sacrifici. Qualunque uomo adulto poteva essere invitato a leggere e commentare: così Gesù predica nella sinagoga di Nazaret e di Cafarnao, e Paolo inizia la sua missione nelle sinagoghe delle città greche.

Sinedrio

Il supremo consiglio ebraico di Gerusalemme, formato da 71 membri: sommi sacerdoti, anziani (capi delle famiglie più importanti) e scribi, sotto la presidenza del sommo sacerdote. Sotto i Romani giudicava le questioni religiose e parte di quelle civili, ma non poteva eseguire condanne a morte senza il governatore romano: per questo Gesù fu condotto da Ponzio Pilato.

Sommo sacerdote e sacerdoti

Il culto del Tempio di Gerusalemme era affidato ai sacerdoti, discendenti di Aronne, che offrivano i sacrifici a turno, e ai leviti, addetti ai servizi, ai canti e alla custodia. Il sommo sacerdote era la massima autorità religiosa: una volta l’anno, nel giorno dell’Espiazione (Yom Kippur), entrava nel Santo dei Santi. Al tempo di Gesù era nominato dai Romani; i più noti sono Anna e suo genero Caifa.

Spirito Santo

Nell’Antico Testamento lo «spirito» (in ebraico ruah, cioè soffio, vento) è la forza di Dio che crea, dà la vita e ispira profeti e re. Nel Nuovo Testamento lo Spirito Santo scende su Gesù al battesimo, è promesso ai discepoli ed è donato alla Chiesa nel giorno di Pentecoste. Per la fede cristiana è la terza persona della Trinità.

Vigna, pastore, gregge

Immagini familiari in una terra di agricoltori e pastori. Nei profeti la vigna è Israele, curata da Dio che attende frutti di giustizia (Isaia 5). Il pastore era il simbolo del re e dei capi del popolo: i profeti denunciano i cattivi pastori e promettono che Dio stesso pascerà il suo gregge. Gesù si presenta come il buon pastore e la vera vite.

Zeloti

Ebrei animati da «zelo» per Dio e per la Legge, che rifiutavano il dominio romano, anche con la lotta armata. Il loro movimento portò alla grande rivolta del 66-70 d.C., conclusa con la distruzione di Gerusalemme. Tra i dodici apostoli c’era «Simone lo Zelota».

I libri della Bibbia


La Bibbia cattolica comprende 73 libri: 46 dell’Antico Testamento, scritti in gran parte in ebraico nell’arco di circa mille anni, e 27 del Nuovo Testamento, scritti in greco nella seconda metà del I secolo. Nelle letture della Messa ogni brano è indicato con la sigla del libro, il capitolo e i versetti (es. Mt 22,34-40: Vangelo di Matteo, capitolo 22, versetti dal 34 al 40).

Pentateuco

Genesi Gen

Il primo libro della Bibbia racconta le origini: la creazione, il peccato, il diluvio, la torre di Babele (capitoli 1-11), poi la storia dei patriarchi Abramo, Isacco, Giacobbe e Giuseppe (capitoli 12-50). Raccoglie tradizioni antichissime, messe per iscritto e riunite soprattutto tra il tempo dei re e il ritorno dall’esilio (VI-V secolo a.C.). Non è un trattato scientifico: risponde alle domande sul senso del mondo e dell’uomo alla luce della fede in un Dio creatore e fedele.

Esodo Es

Racconta la schiavitù degli Israeliti in Egitto, la vocazione di Mosè, le piaghe, la Pasqua e la liberazione attraverso il Mar Rosso, poi l’alleanza al monte Sinai con il dono dei Dieci comandamenti e delle leggi, e la costruzione della tenda del culto. È il racconto fondante della fede d’Israele: Dio è colui che libera gli oppressi e fa di un gruppo di schiavi il suo popolo. Le leggi sociali dell’Esodo (il «Codice dell’alleanza», capitoli 20-23) proteggono i più deboli: forestieri, vedove, orfani, poveri.

Levitico Lv

Il libro dei sacerdoti, discendenti della tribù di Levi: contiene le norme sui sacrifici, sulla purità, sulle feste e la «legge di santità» con il comandamento «Amerai il tuo prossimo come te stesso» (19,18). Fu redatto dagli ambienti sacerdotali di Gerusalemme, soprattutto tra l’esilio e il ritorno (VI-V secolo a.C.). Il messaggio di fondo è «Siate santi, perché io sono santo»: tutta la vita, anche quotidiana, appartiene a Dio.

Numeri Nm

Prende il nome dai censimenti del popolo. Racconta i quarant’anni nel deserto, dal Sinai alle porte della Terra promessa: le mormorazioni del popolo, le ribellioni, ma anche la fedeltà di Dio che lo nutre e lo guida. Contiene la benedizione sacerdotale «Ti benedica il Signore e ti custodisca» (6,24-26), letta il 1° gennaio.

Deuteronomio Dt

Il nome significa «seconda legge»: è presentato come il grande discorso d’addio di Mosè al popolo prima dell’ingresso nella Terra promessa. Contiene lo «Shemà Israel», «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore» (6,4-5), la preghiera quotidiana degli ebrei. Il suo nucleo è legato alla riforma religiosa del re Giosia (622 a.C.).

Libri storici

Giosuè Gs

Racconta l’ingresso delle tribù d’Israele nella terra di Canaan sotto la guida di Giosuè, successore di Mosè, e la divisione del territorio tra le dodici tribù. I racconti di conquista, scritti molti secoli dopo i fatti, vogliono affermare che la terra è un dono di Dio, che si conserva solo restando fedeli all’alleanza, rinnovata a Sichem nel capitolo 24.

Giudici Gdc

Narra il periodo tra l’ingresso in Canaan e la nascita della monarchia (circa 1200-1030 a.C.), quando le tribù erano guidate in momenti di pericolo da capi carismatici chiamati «giudici», come Debora, Gedeone e Sansone. Il libro segue uno schema che si ripete: infedeltà del popolo, oppressione, grido a Dio, liberazione.

Rut Rt

Breve racconto ambientato al tempo dei Giudici: Rut, una straniera moabita rimasta vedova, sceglie di restare con la suocera Noemi e di adottarne il popolo e il Dio («Il tuo popolo sarà il mio popolo»). Sposerà Booz di Betlemme e sarà la bisnonna del re Davide. È un elogio della fedeltà e dell’accoglienza dello straniero.

Primo libro di Samuele 1Sam

Racconta il passaggio d’Israele dal tempo dei Giudici alla monarchia (XI secolo a.C.): la nascita e la vocazione del profeta Samuele, l’unzione del primo re Saul, la sua decadenza e l’ascesa del giovane Davide, il pastore di Betlemme che sconfigge Golia. Mostra che il vero re d’Israele è Dio, che «guarda il cuore» e non le apparenze.

Secondo libro di Samuele 2Sam

È la storia del regno di Davide (circa 1010-970 a.C.): la conquista di Gerusalemme, il trasporto dell’arca, la promessa del profeta Natan di una dinastia eterna (capitolo 7), da cui nasce l’attesa del Messia «figlio di Davide», ma anche il peccato del re con Betsabea, il suo pentimento e le lotte per la successione.

Primo libro dei Re 1Re

Dalla morte di Davide al regno di Salomone, con la costruzione del Tempio di Gerusalemme, fino alla divisione del regno in due (circa 930 a.C.): Israele al nord e Giuda al sud. La seconda parte presenta il profeta Elia, che difende la fede nel Dio d’Israele contro il culto di Baal. Il libro giudica ogni re in base alla sua fedeltà al Signore.

Secondo libro dei Re 2Re

Continua la storia dei due regni: il ministero del profeta Eliseo, la caduta del regno del nord sotto gli Assiri (722 a.C.), la riforma del re Giosia e infine la distruzione di Gerusalemme e del Tempio da parte dei Babilonesi con la deportazione (587 a.C.). Fu scritto per spiegare la catastrofe come conseguenza dell’infedeltà all’alleanza, lasciando aperta la speranza.

Primo libro delle Cronache 1Cr

Ripercorre la storia d’Israele da Adamo a Davide, con lunghe genealogie e grande attenzione al culto e al Tempio. Fu scritto dopo l’esilio (IV secolo a.C.) per una comunità che non aveva più un re: il cuore della sua identità diventa il Tempio e la liturgia, preparati da Davide.

Secondo libro delle Cronache 2Cr

Continua la rilettura della storia da Salomone fino all’esilio e si chiude con l’editto del re persiano Ciro che permette il ritorno a Gerusalemme (538 a.C.). Insiste sul fatto che Dio manda continuamente i suoi messaggeri per richiamare il popolo, e che la conversione è sempre possibile.

Esdra Esd

Racconta il ritorno degli esuli da Babilonia dopo l’editto di Ciro (538 a.C.), la ricostruzione del Tempio e l’opera dello scriba e sacerdote Esdra, che nel V secolo a.C. riorganizzò la comunità intorno alla Legge di Mosè. È l’epoca in cui nasce il giudaismo come religione del Libro.

Neemia Ne

Neemia, alto funzionario alla corte persiana, torna a Gerusalemme verso il 445 a.C. per ricostruirne le mura e riorganizzare la vita della città. Celebre il capitolo 8: Esdra legge solennemente la Legge davanti al popolo, che piange commosso, e viene invitato a fare festa perché «la gioia del Signore è la vostra forza».

Tobia Tb

Racconto edificante, scritto probabilmente nel II secolo a.C. e ambientato tra gli esiliati in Assiria. Il giovane Tobia, accompagnato dall’arcangelo Raffaele sotto false sembianze, compie un viaggio, sposa Sara e guarisce il padre cieco Tobi. Esalta la preghiera, l’elemosina, la fedeltà familiare e la provvidenza di Dio che accompagna i suoi.

Giuditta Gdt

Racconto esemplare del II secolo a.C.: la vedova Giuditta salva la sua città assediata uccidendo il generale nemico Oloferne. Più che un fatto storico, è un racconto che incoraggia il popolo perseguitato: Dio salva il suo popolo anche attraverso i più deboli.

Ester Est

Ambientato alla corte del re persiano, racconta come la regina Ester, ebrea, salvi il suo popolo da uno sterminio progettato dal ministro Aman. È all’origine della festa ebraica di Purim. Le parti in greco aggiungono le preghiere di Ester e di Mardocheo, lette in Quaresima.

Primo libro dei Maccabei 1Mac

Narra la rivolta degli ebrei, guidati da Giuda Maccabeo e dai suoi fratelli, contro il re greco-siriano Antioco IV Epifane, che nel 167 a.C. aveva profanato il Tempio e proibito la religione ebraica. La purificazione del Tempio nel 164 a.C. è ricordata dalla festa della Dedicazione (Hanukkah). In questo periodo nascono i farisei.

Secondo libro dei Maccabei 2Mac

Racconta in modo più teologico gli stessi eventi del primo libro, con il martirio del vecchio Eleazaro e dei sette fratelli con la loro madre. È uno dei testi più antichi che esprimono chiaramente la fede nella risurrezione dei morti e nella preghiera per i defunti (12,43-46).

Libri sapienziali

Giobbe Gb

Capolavoro poetico (V secolo a.C. circa) che affronta il dramma del dolore innocente: Giobbe, uomo giusto, perde tutto e contesta la spiegazione tradizionale dei suoi amici, secondo cui la sofferenza è sempre castigo del peccato. Alla fine Dio gli risponde mostrandogli la grandezza misteriosa della creazione: la fede resiste anche senza capire tutto.

Salmi Sal

Raccolta di 150 preghiere poetiche, composte nell’arco di molti secoli e usate nel culto del Tempio: lodi, suppliche, ringraziamenti, lamenti, canti per il re. Molti sono attribuiti a Davide. Il Salmo responsoriale della Messa risponde alla prima lettura, con un ritornello cantato da tutta l’assemblea. La numerazione tra parentesi (es. 17 (18)) indica la differenza tra la Bibbia greca e quella ebraica.

Proverbi Pr

Raccolta di detti sapienziali, attribuita in gran parte a Salomone, che insegna a vivere bene: lavoro, famiglia, parole, rapporti con gli altri. Il principio di tutto è che «il timore del Signore è principio della sapienza». Nei primi capitoli la Sapienza è personificata come una donna che invita al suo banchetto; il libro si chiude con l’elogio della donna forte.

Qoèlet (Ecclesiaste) Qo

Libro sapienziale del III secolo a.C., famoso per il suo ritornello «Vanità delle vanità, tutto è vanità»: ricchezze, piaceri, successo non danno un senso definitivo alla vita. Qoèlet («colui che parla all’assemblea») invita a godere con semplicità dei doni di Dio e a vivere con realismo davanti al mistero.

Cantico dei Cantici Ct

Raccolta di canti d’amore tra un uomo e una donna, che celebra la bellezza dell’amore umano. La tradizione ebraica e cristiana lo ha letto anche come immagine dell’amore tra Dio e il suo popolo, tra Cristo e la Chiesa, tra Dio e l’anima.

Sapienza Sap

L’ultimo libro dell’Antico Testamento in ordine di tempo, scritto in greco ad Alessandria d’Egitto verso il I secolo a.C. da un ebreo che dialoga con la cultura greca. Presenta la Sapienza come dono di Dio e afferma che «le anime dei giusti sono nelle mani di Dio»: la vita del giusto non finisce con la morte.

Siracide Sir

Scritto in ebraico intorno al 180 a.C. da Gesù figlio di Sira, maestro di Gerusalemme, e tradotto in greco dal nipote. Raccoglie insegnamenti pratici su famiglia, amicizia, lavoro, uso della ricchezza, preghiera e un grande elogio degli antenati d’Israele. Vuole difendere la fede ebraica di fronte al fascino della cultura greca.

Libri profetici

Isaia Is

Il grande libro profetico riunisce tre parti di epoche diverse: Isaia di Gerusalemme (VIII secolo a.C., capitoli 1-39), che annuncia l’Emmanuele; un profeta dell’esilio babilonese (capitoli 40-55), che consola il popolo e presenta il misterioso Servo sofferente; e profeti del ritorno (capitoli 56-66). È il libro dell’Antico Testamento più letto in Avvento e il più citato nel Nuovo Testamento.

Geremia Ger

Geremia predicò a Gerusalemme dal 627 al 587 a.C., negli anni drammatici che portarono alla distruzione della città da parte dei Babilonesi. Perseguitato perché annunciava sventure, è il profeta delle «confessioni», in cui mette a nudo la sua sofferenza davanti a Dio. Annuncia una «nuova alleanza» scritta nei cuori (31,31-34).

Lamentazioni Lam

Cinque canti di dolore per la distruzione di Gerusalemme e del Tempio nel 587 a.C., attribuiti dalla tradizione a Geremia. Esprimono il lutto di un popolo che ha perso tutto ma continua a sperare: «Le misericordie del Signore non sono finite».

Baruc Bar

Attribuito a Baruc, segretario del profeta Geremia, contiene preghiere di confessione, un elogio della Sapienza identificata con la Legge e oracoli di consolazione per Gerusalemme, invitata a deporre la veste del lutto perché i suoi figli ritornano. Il testo attuale risale probabilmente al II secolo a.C.

Ezechiele Ez

Sacerdote deportato a Babilonia nel 597 a.C., Ezechiele predica agli esiliati con visioni potenti e gesti simbolici. Dopo la caduta di Gerusalemme annuncia la rinascita: Dio darà un cuore nuovo e uno spirito nuovo, farà rivivere le ossa aride, sarà egli stesso il pastore del suo popolo (capitolo 34).

Daniele Dn

Ambientato alla corte di Babilonia ma scritto durante la persecuzione di Antioco IV (circa 165 a.C.), racconta la fedeltà del giovane Daniele e dei suoi compagni (la fornace ardente, la fossa dei leoni) e contiene visioni sulla fine dei tempi, tra cui quella del «Figlio d’uomo» che viene sulle nubi (7,13). È il primo libro apocalittico e annuncia la risurrezione dei morti (12,2).

Osea Os

Profeta del regno del nord nell’VIII secolo a.C. Il suo matrimonio con una donna infedele diventa immagine dell’amore di Dio per Israele: nonostante il tradimento, Dio non smette di amare il suo popolo e lo riconduce «nel deserto per parlare al suo cuore». «Voglio l’amore e non il sacrificio» (6,6) è citato da Gesù.

Gioele Gl

Partendo da una terribile invasione di cavallette, il profeta invita a un digiuno penitenziale («Laceratevi il cuore e non le vesti», letto il Mercoledì delle Ceneri) e annuncia l’effusione dello Spirito su ogni persona, che Pietro vedrà compiuta a Pentecoste (Atti 2).

Amos Am

Pastore e coltivatore di sicomori del sud, Amos fu mandato a predicare nel regno del nord intorno al 760 a.C., in un tempo di prosperità e di ingiustizia. È il profeta della giustizia sociale: denuncia con durezza i ricchi che opprimono i poveri e un culto vuoto, staccato dalla vita.

Abdia Abd

Il libro più breve dell’Antico Testamento, un solo capitolo contro il popolo di Edom, che approfittò della caduta di Gerusalemme nel 587 a.C. Annuncia il giorno del Signore e il regno di Dio.

Giona Gn

Racconto con ironia e grande profondità: il profeta Giona fugge per non predicare a Ninive, capitale degli odiati Assiri, viene inghiottito da un grande pesce e infine predica controvoglia; la città si converte e Giona si arrabbia perché Dio perdona. Il libro insegna che la misericordia di Dio è per tutti i popoli. Gesù parla del «segno di Giona».

Michea Mi

Contemporaneo di Isaia (VIII secolo a.C.), Michea viene dalla campagna di Giuda e difende i contadini oppressi. Riassume la fede così: «Praticare la giustizia, amare la bontà, camminare umilmente con il tuo Dio» (6,8). Annuncia che da Betlemme uscirà colui che deve governare Israele (5,1), testo letto in Avvento.

Naum Na

Canto per la caduta di Ninive, capitale dell’impero assiro, avvenuta nel 612 a.C. Per il popolo oppresso è la buona notizia che la violenza dei potenti non dura per sempre.

Abacuc Ab

Profeta vissuto alla vigilia dell’invasione babilonese (fine VII secolo a.C.), dialoga con Dio chiedendogli perché permette il trionfo dei violenti. La risposta è: «Il giusto vivrà per la sua fede» (2,4), frase ripresa da san Paolo.

Sofonia Sof

Profeta del VII secolo a.C., al tempo del re Giosia. Annuncia il «giorno del Signore» come giudizio, ma anche la salvezza di un «resto» di poveri e umili. Celebre l’invito alla gioia rivolto a Gerusalemme: «Rallègrati, figlia di Sion… il Signore tuo Dio in mezzo a te è un salvatore potente».

Aggeo Ag

Nel 520 a.C., dopo il ritorno dall’esilio, il profeta Aggeo incoraggia la comunità scoraggiata a riprendere la ricostruzione del Tempio, abbandonata per occuparsi delle proprie case.

Zaccaria Zc

Contemporaneo di Aggeo, Zaccaria sostiene la ricostruzione del Tempio con una serie di visioni (capitoli 1-8). La seconda parte, più tarda, annuncia un re umile che entra in Gerusalemme «cavalcando un asino» (9,9), compiuto nell’ingresso di Gesù la Domenica delle Palme, e «colui che hanno trafitto» (12,10).

Malachia Ml

L’ultimo dei profeti nell’ordine della Bibbia cristiana (V secolo a.C.). Denuncia un culto trascurato e annuncia l’invio di un messaggero che preparerà la via al Signore e del profeta Elia prima del suo giorno: i Vangeli vedono in queste parole Giovanni Battista.

Vangeli

Vangelo secondo Matteo Mt

Scritto probabilmente intorno all’80-90 d.C. per una comunità di cristiani di origine ebraica, forse in Siria. Presenta Gesù come il Messia promesso, figlio di Davide e nuovo Mosè, che porta a compimento la Legge e i Profeti: per questo cita spesso l’Antico Testamento. Raccoglie gli insegnamenti di Gesù in cinque grandi discorsi, tra cui il Discorso della montagna. Mostra i contrasti con i farisei e gli scribi, riflettendo anche le tensioni del tempo tra la Chiesa e la sinagoga. È il Vangelo dell’anno liturgico A.

Vangelo secondo Marco Mc

Il Vangelo più breve e il più antico, scritto intorno al 65-70 d.C., secondo la tradizione a Roma da Marco, discepolo di Pietro. Racconto vivace e concreto, è costruito attorno alla domanda «Chi è Gesù?», che trova risposta ai piedi della croce nelle parole del centurione pagano: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!». È il Vangelo dell’anno liturgico B.

Vangelo secondo Luca Lc

Scritto intorno all’80-90 d.C. da Luca, medico di cultura greca e compagno di san Paolo, per comunità di origine pagana; ha una seconda parte, gli Atti degli Apostoli. È il Vangelo della misericordia (le parabole del figlio prodigo e della pecora smarrita), dell’attenzione ai poveri, alle donne e agli esclusi, della preghiera e della gioia. Racconta l’infanzia di Gesù dal punto di vista di Maria. È il Vangelo dell’anno liturgico C.

Vangelo secondo Giovanni Gv

L’ultimo Vangelo, completato verso la fine del I secolo, legato all’apostolo Giovanni, il «discepolo amato», e alla sua comunità, secondo la tradizione a Efeso. Diverso dagli altri tre, presenta Gesù come la Parola di Dio fatta carne attraverso sette «segni» (miracoli) e lunghi discorsi («Io sono il pane della vita, la luce del mondo, il buon pastore…»). Si legge soprattutto nei tempi di Quaresima e di Pasqua.

Nuovo Testamento

Atti degli Apostoli At

Seconda opera di san Luca: racconta la nascita e la diffusione della Chiesa dalla risurrezione di Gesù e dalla Pentecoste a Gerusalemme fino all’arrivo di Paolo a Roma (intorno al 60 d.C.). Protagonisti sono Pietro, Paolo e soprattutto lo Spirito Santo, che spinge il Vangelo «fino ai confini della terra». Si legge come prima lettura nel Tempo di Pasqua.

Lettera agli Ebrei Eb

Più che una lettera è una grande omelia, di autore sconosciuto (non di Paolo), scritta nella seconda metà del I secolo per cristiani scoraggiati. Presenta Cristo come il vero e unico sommo sacerdote, che con il suo sacrificio porta a compimento i riti del Tempio, e invita a una fede perseverante sull’esempio dei patriarchi.

Apocalisse Ap

L’ultimo libro della Bibbia, scritto verso la fine del I secolo da Giovanni, esiliato nell’isola di Patmos, per le chiese dell’Asia Minore perseguitate dall’impero romano. «Apocalisse» significa rivelazione, non catastrofe: con un linguaggio simbolico fatto di numeri, colori e visioni, annuncia che il male, per quanto potente, è già vinto dall’Agnello immolato e risorto e che la storia va verso «un cielo nuovo e una terra nuova». Vi compare san Michele che sconfigge il drago (capitolo 12).

Lettere di san Paolo

Lettera ai Romani Rm

La lettera più ampia e profonda di san Paolo, scritta verso il 57-58 d.C. da Corinto alla comunità di Roma, che ancora non conosceva, per preparare la sua visita. Spiega che tutti, ebrei e pagani, sono salvati non per le opere della Legge ma per la fede in Cristo e per la grazia di Dio, e descrive la vita nuova nello Spirito e nella carità.

Prima lettera ai Corinzi 1Cor

Scritta da Paolo verso il 54-55 d.C. da Efeso alla comunità di Corinto, grande città portuale greca, ricca e cosmopolita. Affronta problemi concreti: divisioni tra gruppi, scandali, matrimonio, cibi offerti agli idoli, celebrazione dell’Eucaristia, carismi. Contiene l’inno alla carità (capitolo 13) e la più antica testimonianza della risurrezione di Gesù (capitolo 15).

Seconda lettera ai Corinzi 2Cor

La lettera più personale di Paolo, scritta verso il 55-57 d.C. dopo forti tensioni con la comunità di Corinto. Paolo difende il suo ministero apostolico, parla della sua debolezza («quando sono debole, è allora che sono forte»), della riconciliazione e della colletta per i poveri di Gerusalemme.

Lettera ai Galati Gal

Lettera appassionata alle comunità della Galazia (nell’attuale Turchia centrale), scritta verso il 54-55 d.C. Alcuni predicatori volevano imporre ai cristiani di origine pagana la circoncisione e la Legge ebraica: Paolo difende la libertà cristiana, fondata sulla fede in Cristo. «Non c’è più giudeo né greco… perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù» (3,28).

Lettera agli Efesini Ef

Lettera attribuita a Paolo, probabilmente scritta da un suo discepolo verso la fine del I secolo e destinata a più comunità dell’Asia Minore. Contempla il progetto di Dio di riunire tutto in Cristo e presenta la Chiesa come suo corpo, in cui ebrei e pagani sono diventati un solo popolo.

Lettera ai Filippesi Fil

Scritta da Paolo in prigione (forse a Efeso, verso il 55 d.C.) alla comunità di Filippi in Macedonia, la prima da lui fondata in Europa e la più cara. È la lettera della gioia («Siate sempre lieti nel Signore») e contiene l’inno a Cristo che «svuotò se stesso» facendosi servo fino alla morte di croce (2,6-11).

Lettera ai Colossesi Col

Lettera alla comunità di Colossi, in Asia Minore, attribuita a Paolo, forse scritta da un suo discepolo. Contro dottrine che cercavano la salvezza in poteri celesti e pratiche ascetiche, afferma che Cristo è il centro dell’universo: «tutto è stato creato per mezzo di lui e in vista di lui» (1,16).

Prima lettera ai Tessalonicesi 1Ts

Il più antico scritto del Nuovo Testamento, inviato da Paolo intorno al 50-51 d.C. da Corinto alla giovane comunità di Tessalonica (l’attuale Salonicco), capitale della provincia romana di Macedonia. Paolo l’aveva fondata da poco, ma era dovuto fuggire per l’ostilità incontrata. La comunità era formata soprattutto da pagani convertiti «dagli idoli a Dio». Paolo li loda per la loro fede in mezzo alle prove e risponde alla loro domanda sui defunti e sul ritorno del Signore.

Seconda lettera ai Tessalonicesi 2Ts

Riprende i temi della prima lettera ai Tessalonicesi correggendo chi pensava che il «giorno del Signore» fosse imminente e per questo smetteva di lavorare: «Chi non vuole lavorare, neppure mangi» (3,10).

Prima lettera a Timoteo 1Tm

Una delle tre «lettere pastorali», rivolte a collaboratori di Paolo che guidano le comunità; sono probabilmente opera di suoi discepoli alla fine del I secolo. Danno indicazioni sull’organizzazione della Chiesa (vescovi, presbiteri, diaconi), sulla preghiera per tutti e sull’uso dei beni.

Seconda lettera a Timoteo 2Tm

Presentata come il testamento spirituale di Paolo, prigioniero a Roma alla vigilia del martirio: «Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede» (4,7). Esorta Timoteo a ravvivare il dono di Dio e ad annunciare la Parola «in ogni occasione».

Lettera a Tito Tt

Lettera pastorale a Tito, collaboratore di Paolo incaricato di organizzare la Chiesa nell’isola di Creta. Contiene il testo letto nella notte di Natale: «È apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini» (2,11).

Lettera a Filemone Fm

Biglietto personale di Paolo prigioniero a Filemone, cristiano di Colossi, per raccomandargli lo schiavo fuggitivo Onesimo, diventato cristiano: Paolo chiede di accoglierlo «non più come schiavo, ma come fratello carissimo».

Lettere cattoliche

Lettera di Giacomo Gc

Attribuita a Giacomo, «fratello del Signore» e capo della Chiesa di Gerusalemme. È una raccolta di esortazioni pratiche nello stile della sapienza ebraica: la fede senza le opere è morta, attenzione ai poveri, uso della lingua, critica dei ricchi. Contiene la base biblica dell’Unzione degli infermi (5,14-15).

Prima lettera di Pietro 1Pt

Indirizzata da Roma («Babilonia») ai cristiani dispersi nell’Asia Minore, che vivono come stranieri in una società ostile. Li incoraggia a restare saldi nella speranza della risurrezione, a vivere come «popolo sacerdotale» e a rendere ragione della loro speranza con dolcezza e rispetto.

Seconda lettera di Pietro 2Pt

Probabilmente l’ultimo scritto del Nuovo Testamento (inizio del II secolo), presentato come testamento di Pietro. Difende la fede nel ritorno del Signore contro chi se ne faceva beffe: per Dio «un giorno è come mille anni» e il suo ritardo è pazienza, perché tutti abbiano tempo di convertirsi.

Prima lettera di Giovanni 1Gv

Scritta nell’ambiente del Vangelo di Giovanni, alla fine del I secolo, per una comunità divisa. Il messaggio centrale è «Dio è amore» (4,8): chi dice di amare Dio e non ama il fratello che vede, è bugiardo. Insiste sulla vera umanità di Gesù venuto nella carne.

Seconda lettera di Giovanni 2Gv

Breve biglietto del «Presbitero» a una comunità, chiamata «Signora eletta», che esorta all’amore vicendevole e alla fedeltà alla vera fede in Gesù Cristo venuto nella carne.

Terza lettera di Giovanni 3Gv

Biglietto personale del «Presbitero» a un cristiano di nome Gaio, lodato per l’ospitalità verso i missionari itineranti.

Lettera di Giuda Gd

Breve lettera attribuita a Giuda, «fratello di Giacomo», che mette in guardia contro falsi maestri e invita a custodire la fede e la carità, in attesa della misericordia del Signore.

I tempi dell’anno liturgico


L’anno della Chiesa inizia con la prima domenica di Avvento e ripercorre tutta la vita di Cristo. Le letture domenicali seguono un ciclo di tre anni: anno A (Vangelo di Matteo), anno B (Marco), anno C (Luca).

Avvento

Le quattro settimane che preparano al Natale e aprono l’anno liturgico. «Avvento» significa venuta: si attende la venuta del Signore nella gloria alla fine dei tempi e ci si prepara a celebrare la sua prima venuta a Betlemme. Le letture sono dominate dai profeti, soprattutto Isaia, da Giovanni Battista e da Maria. Il colore liturgico è il viola, segno di attesa e conversione.

Tempo di Natale

Dal Natale fino al Battesimo del Signore: si celebra il mistero di Dio che si fa uomo e si manifesta al mondo, con le feste della Santa Famiglia, di Maria Madre di Dio (1° gennaio) e dell’Epifania. Il colore liturgico è il bianco.

Quaresima

I quaranta giorni dal Mercoledì delle Ceneri alla Settimana Santa, sul modello dei quarant’anni d’Israele nel deserto e dei quaranta giorni di Gesù nel deserto. È un tempo di conversione, preghiera, digiuno e carità, e di preparazione al Battesimo per i catecumeni. Il colore liturgico è il viola.

Settimana Santa

Dalla Domenica delle Palme, che ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, al Triduo pasquale: la Cena del Signore il Giovedì santo, la Passione il Venerdì santo, la Veglia pasquale nella notte del Sabato santo. È il cuore dell’anno liturgico.

Tempo di Pasqua

I cinquanta giorni dalla domenica di Risurrezione alla Pentecoste, celebrati «come un’unica grande domenica». Si leggono gli Atti degli Apostoli, che raccontano la nascita della Chiesa, e il Vangelo di Giovanni. Il colore liturgico è il bianco; si canta l’Alleluia.

Tempo Ordinario

Le 33 o 34 settimane che non celebrano un aspetto particolare del mistero di Cristo, ma lo vivono nella sua pienezza, seguendo passo passo la vita pubblica di Gesù. La domenica il Vangelo si legge in modo continuo (Matteo nell’anno A, Marco nel B, Luca nel C); la prima lettura, dall’Antico Testamento, è scelta in armonia con il Vangelo e il salmo le risponde; la seconda lettura segue in modo semicontinuo le lettere degli apostoli e ha un tema proprio. Il colore liturgico è il verde, segno di speranza.

Testi redatti per il sito della parrocchia sulla base delle introduzioni della Bibbia CEI e dei manuali di storia biblica; segnalazioni e correzioni sono benvenute presso l’ufficio parrocchiale.