Uomini e donne di Trentola Ducenta
Chi ha dato lustro al paese, chi è caduto in guerra, chi ha sofferto la prigionia: i nomi che la comunità non vuole dimenticare.
Figli illustri e benefattori
Card. Matteo Maria Zuppi · cittadino onorario (2026)
L'arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana ha radici trentolesi: discende dalla famiglia Zuppa di Trentola. Secondo le ricostruzioni genealogiche diffuse dal Comune, un ramo della famiglia si trasferì a Roma e il cognome divenne Zuppi; l'antenato indicato è Francesco Zuppa, nato a Trentola alla fine del Settecento. Il 27 agosto 2026, durante la festa di San Giorgio, il cardinale ha ricevuto dal sindaco la cittadinanza onoraria e ha visitato la Piccola Casa del Cottolengo con il vescovo Angelo Spinillo. «Mi sento a casa», ha detto ai trentolesi. Biografia e incarichi →
Mons. Raffaele Pagano († 1995)
Trentolese, parroco di San Michele Arcangelo per quasi trent'anni. Fece della sua una «parrocchia missionaria» e predicò con forza la dignità del lavoro e la legalità, anche contro il lavoro nero. Nel 2013 il paese ha proposto di intitolargli una strada, insieme al suo successore don Franco Marino.
Mons. Pasqualino De Cristofaro (1936 ca. – 2025)
Battezzato in San Michele nel 1936, per oltre 65 anni sacerdote. Dal 1968 (o 1969) rettore del complesso di San Francesco delle Monache ad Aversa, dove fondò il Museo ecclesiastico; canonico della Cattedrale, vicario giudiziale, direttore dell'Ufficio pellegrinaggi; avviò ad Aversa i primi gruppi di preghiera di Padre Pio. I funerali sono stati celebrati nella sua chiesa battesimale il 16 giugno 2025.
Carlo Curci (1846 – dopo il 1916)
Nato a Trentola il 30 agosto 1846 (un repertorio del 1916 indica il 1836), pittore di marine e paesaggi. Espose alla Promotrice Salvator Rosa di Napoli, all'Esposizione nazionale di Napoli (1877), a Venezia (1881), Roma (1883), Torino (1884) e Genova (1892). Nel 1894 decorò Palazzo Discanno a Trani.
Giuseppe Pompella (1932 – 2009)
Nato a Trentola Ducenta il 4 gennaio 1932, filologo classico e grecista. Allievo di Francesco Arnaldi, insegnò all'Università di Napoli e poi di Cassino (Lingua e letteratura greca fino al 2002). Curò edizioni di Apollonio Rodio e Quinto Smirneo.
Beato Paolo Manna (1872 – 1952)
Missionario del PIME, fondò nel 1921 a Ducenta il Seminario S. Cuore, primo seminario missionario dell'Italia meridionale, dove si sono formati oltre 150 missionari. A Ducenta fondò nel 1945 la rivista «Venga il Tuo Regno». Beatificato nel 2001, riposa dal 2005 nella chiesa del seminario.
Can. Luigi Grassia († 1921)
Canonico del Duomo di Aversa e prelato domestico di Benedetto XV, donò il palazzo marchesale dei Folgori perché diventasse il seminario missionario di Ducenta (atto del 18 gennaio 1921).
Padre Antonio Fabozzi da Trentola (sec. XVII)
Maestro e già ministro provinciale di Napoli del suo Ordine: a lui il gesuita Francesco Verciulli dedicò nel 1690 le Prediche del secondo quaresimale.
Ignazio Folgori di Ducenta (sec. XIX)
Della famiglia dei marchesi di Ducenta, compositore di valzer e polke per pianoforte, alcuni pubblicati a Milano dall'editore Lucca (1869–1872).
Vincenzo Carpentiero (1877 – 1963)
Professore nel seminario diocesano e poi, per oltre quarant'anni, nel seminario missionario di Ducenta, accanto ai sacerdoti locali Giuseppe Ciccarelli e Giuseppe Sagliocco (procuratore-economo del seminario).
Beato Mario Vergara (1910 – 1950)
Nato a Frattamaggiore, si formò anche nel seminario di Ducenta; missionario del PIME in Birmania, vi fu ucciso nel 1950. Beatificato nel 2014.
Mons. Francesco Marino
Parroco di San Michele dal 1995, poi vescovo di Avellino (2004) e di Nola (2016). Vedi I parroci.
Elio Verde e Francesco Faraldo
Judoka nati ad Aversa e cresciuti sportivamente a Trentola Ducenta, entrambi alle Olimpiadi di Londra 2012: Verde vi è arrivato quinto nei 60 kg, dopo il bronzo mondiale 2009 e due bronzi europei. Tutti gli sportivi →
Autori, artisti, musicisti, poeti e sportivi → Memoria e impegno civile →
Questo elenco è un inizio. Sacerdoti, religiose, missionari, medici, maestri, artigiani, sindaci, sportivi: chi conosce una figura che merita di essere ricordata può segnalarla alla parrocchia.
Il cardinale Matteo Maria Zuppi
Le radici trentolesi
Matteo Maria Zuppi è nato a Roma l'11 ottobre 1955, quinto dei sei figli di Enrico Zuppi, giornalista e per oltre trent'anni direttore dell'Osservatore della Domenica, e di Carla Fumagalli (1923–2007), nipote del cardinale Carlo Confalonieri.
Il ramo paterno affonda le radici nell'agro aversano. Secondo le ricostruzioni genealogiche rese note dal Comune, la famiglia discende dagli Zuppa di Trentola: un ramo si trasferì a Roma e il cognome si trasformò in Zuppi. Il capostipite indicato è Francesco Zuppa, nato a Trentola alla fine del Settecento. Per questo, il 27 agosto 2026, durante la festa di San Giorgio, la città gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Altre radici familiari lo legano a Veroli, in Ciociaria, paese d'origine della nonna paterna, che lo ha fatto cittadino onorario nel 2021.
Mi sento a casa.Card. Matteo Zuppi, Trentola Ducenta, 27 agosto 2026
Un sacerdote di strada e di pace
Nel 1973, ancora liceale, conobbe Andrea Riccardi e la Comunità di Sant'Egidio, impegnandosi nelle scuole popolari, con gli anziani soli e con gli immigrati. Si è formato nel seminario di Palestrina e alla Pontificia Università Lateranense e si è laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza con una tesi in storia del cristianesimo.
Il suo nome è legato soprattutto alla pace in Mozambico: dal 1990, con Andrea Riccardi, l'arcivescovo Jaime Gonçalves e Mario Raffaelli, fu mediatore tra il governo e la guerriglia della RENAMO. Dopo ventisette mesi di trattative si arrivò agli Accordi di pace di Roma del 4 ottobre 1992, che misero fine a sedici anni di guerra civile. Per questo il Mozambico lo ha fatto cittadino onorario.
Il motto episcopale è Gaudium Domini fortitudo vestra, «La gioia del Signore è la vostra forza». Nello stemma compaiono il Vangelo con le parole Levate oculos vestros ad messem, il fiume Tevere della sua Roma e la croce con l'Alfa e l'Omega dell'arco di Santa Maria in Trastevere, dove ha vissuto gran parte del suo sacerdozio.
Gli incarichi
- 1981
Sacerdote
9 maggio: ordinato presbitero a Palestrina dal vescovo Renato Spallanzani. Subito vicario parrocchiale di Santa Maria in Trastevere, dove resterà 29 anni; dal 1983 anche rettore di Santa Croce alla Lungara.
- 1988
Diocesi di Roma
Incardinato nel clero romano; dal 1995 membro del Consiglio presbiterale.
- 1990–92
Mediatore per il Mozambico
Con la Comunità di Sant'Egidio conduce le trattative che portano agli Accordi di pace di Roma (4 ottobre 1992).
- 2000
Parroco di Santa Maria in Trastevere
E assistente ecclesiastico generale della Comunità di Sant'Egidio. Dal 2005 prefetto della III prefettura di Roma; nel 2006 Benedetto XVI lo nomina cappellano di Sua Santità.
- 2010
Parroco a Torre Angela
Guida la parrocchia dei Santi Simone e Giuda Taddeo, una delle più popolose della periferia romana; dal 2011 prefetto della XVII prefettura.
- 2012
Vescovo ausiliare di Roma
31 gennaio: nominato da Benedetto XVI per il settore Centro, vescovo titolare di Villanova. Ordinato vescovo il 14 aprile in San Giovanni in Laterano dal card. Agostino Vallini.
- 2015
Arcivescovo di Bologna
27 ottobre: nominato da papa Francesco, succede al card. Carlo Caffarra. Ingresso il 12 dicembre, aprendo la Porta Santa del Giubileo della Misericordia. Gran cancelliere della Facoltà teologica dell'Emilia-Romagna.
- 2016–24
Conferenza episcopale dell'Emilia-Romagna
Presidente dei vescovi della regione. Nel 2017 accoglie papa Francesco a Bologna a conclusione del Congresso eucaristico diocesano.
- 2019
Cardinale
5 ottobre: creato cardinale da papa Francesco, con il titolo di Sant'Egidio, istituito per l'occasione.
- 2020
Curia Romana
Membro del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale e dell'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (APSA).
- 2022
Presidente della CEI
24 maggio: papa Francesco lo nomina presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Nello stesso anno presiede i funerali di Stato di David Sassoli.
- 2023
Missione di pace per l'Ucraina
Incaricato da papa Francesco, compie missioni a Kiev, Mosca, Washington e Pechino per favorire gesti di umanità, a partire dal ritorno dei bambini ucraini, e preparare le condizioni per una pace giusta; un nuovo viaggio a Mosca nell'ottobre 2024.
- 2024
Giudice in Vaticano
Dal 1° gennaio giudice della Corte di Cassazione dello Stato della Città del Vaticano.
- 2025
Il conclave
Partecipa al conclave che elegge papa Leone XIV; è inviato speciale del Papa al centenario dell'arcidiocesi di Rijeka.
- 2026
Cittadino di Trentola Ducenta
27 agosto: cittadinanza onoraria nella terra dei suoi antenati e visita alla Piccola Casa del Cottolengo con il vescovo Angelo Spinillo.
Fonti: Sala Stampa della Santa Sede, bollettini del 31 gennaio 2012, 27 ottobre 2015, 1° settembre 2019 e 24 maggio 2022; Wikipedia, «Matteo Maria Zuppi»; per la cittadinanza onoraria: Comune di Trentola Ducenta (comunicato del 26 agosto 2026), Teleclubitalia, Corriere di Aversa e Giugliano, Piccola Casa del Cottolengo. La genealogia Zuppa–Zuppi è quella resa nota dal Comune: gli atti di battesimo dei libri parrocchiali di Trentola permetterebbero di documentarla.
I caduti di Trentola
Trentola, allora capoluogo di mandamento del circondario di Caserta, perse nella Prima guerra mondiale almeno 36 dei suoi figli. Molti morirono al fronte, sul Carso, sull'Isonzo, sul Piave, sul Grappa e sulla Marmolada; altri di malattia negli ospedali da campo o in prigionia; uno, Giuseppe Fasanella, nell'affondamento di una nave. Nel 1923 la comunità pose in loro memoria una lapide sotto il campanile di San Michele.
Fonte: Ministero della Guerra, Militari caduti nella Guerra Nazionale 1915–1918. Albo d'Oro, vol. VI, Campania II (il numero indica la pagina), consultato tramite la banca dati cadutigrandeguerra.it.
| Nome | Nato il | Grado e reparto | Morto il | Luogo | Causa | Albo p. |
|---|---|---|---|---|---|---|
| ABATE Antonio di Vincenzo | 7.11.1898 | soldato, 230° Fanteria | 27.2.1918 | in prigionia (sepolto a Milovice, Rep. Ceca) | malattia | 1 |
| ARSENIO Fiore | 9.4.1876 | soldato, 280° Btg. Milizia Territoriale | 7.10.1918 | Ospedale di guerra n. 65 | malattia | 23 |
| CASSANDRA Michelangelo di Nicola | 1.1.1887 | soldato, 143° Fanteria | 5.6.1917 | Monte San Marco | in combattimento | 89 |
| CESARO Michele Arcangelo di Michele | 19.5.1895 | soldato, 140° Fanteria | 11.10.1916 | Carso | in combattimento | 103 |
| COSCETTA Giovanni di Michelangelo | 24.6.1891 | soldato, 81° Fanteria | 21.6.1917 | Ospedale di guerra n. 38 (Sacrario del Montello) | malattia | 139 |
| COSTANZO Luigi di Michele | 29.12.1896 | soldato, 82° Fanteria | 14.5.1917 | Monte Vodice | in combattimento | 141 |
| COVIELLO Paolo di Luigi | 7.6.1895 | soldato, 202° Fanteria | 26.12.1918 | zona di guerra | ferite | 142 |
| D'ALESSANDRO Francesco di Raffaele | 20.2.1891 | soldato, 70° Fanteria | 1.2.1918 | in prigionia | ferite | 153 |
| DE SIMONE Castrese Michele di Ferdinando | 8.3.1893 | capitano, 14° Fanteria – Medaglia di bronzo al V.M. | 22.7.1915 | Monte Sei Busi | ferite | 200 |
| DI CAPRIO Francesco di Arcangelo | 1.5.1885 | caporale, 5° Genio | 4.10.1918 | in prigionia | malattia | 207 |
| DI CICCO Vincenzo di Raffaele | 26.8.1890 | soldato, 15° Fanteria | 29.2.1916 | Albania | malattia | 209 |
| DI COSTANZO Francesco di Salvatore | 4.12.1889 | soldato, 132° Fanteria | 3.11.1915 | zona di guerra | ferite | 210 |
| DIANA Nicola di Alessandro | 20.10.1893 | soldato, 15° Fanteria | 26.10.1915 | zona di guerra | ferite | 204 |
| FABOZZI Michele di Francesco | 17.12.1882 | soldato, 63° Fanteria | 6.10.1917 | Udine | ferite | 253 |
| FARALDO Raffaele di Antonio | 7.2.1893 | soldato, 131° Fanteria | 26.10.1917 | — | in combattimento | 258 |
| FASANELLA Giuseppe di Luigi | 1.2.1889 | soldato, 34° Fanteria | 11.5.1918 | in mare | affondamento della nave | 259 |
| GRIFFO Pasquale di Michele | 8.12.1894 | soldato, 79° Fanteria | 8.10.1915 | zona di guerra | ferite | 323 |
| GRIMALDI Luigi di Eduardo | 18.7.1898 | sottotenente, 2° Genio | 27.6.1918 | Piave | ferite | 323 |
| GUARINO Luigi di Giuseppe | 16.5.1894 | caporale, 1° Genio | 5.8.1917 | Carso | ferite | 326 |
| MARINIELLO Nicola di Generoso | 27.8.1896 | soldato, 216° Fanteria | 14.9.1916 | Marmolada | ferite | 399 |
| MARTINO Salvatore di Giacomo | 23.8.1886 | soldato, 130° Fanteria | 30.9.1916 | 113° Reparto someggiato di sanità | ferite | 406 |
| MISSO Raffaele di Ottavio | 29.12.1895 | soldato, 81° Fanteria | 19.7.1915 | Alto Cordevole | ferite | 438 |
| MOTTOLA Gaetano di Nicola | 6.10.1890 | soldato, 59° Fanteria | 29.10.1918 | Trentola | malattia | 449 |
| MUSTO Angelo di Lorenzo | 10.12.1884 | soldato, 228° Fanteria | 20.9.1918 | in prigionia | malattia | 452 |
| PAGANO Francesco di Pietro Paolo | 14.9.1893 | soldato, 18° Artiglieria da campagna | 2.1.1919 | Udine (Tempio Ossario) | malattia | 474 |
| PAGANO Salvatore di Nicola | 5.7.1885 | soldato, 14° Fanteria | 29.11.1918 | Treviso | malattia | 475 |
| PAIOTTA Ernesto di Alfonso | 2.12.1889 | sergente maggiore, 33° Fanteria – Medaglia di bronzo al V.M. | 6.6.1915 | Isonzo | ferite | 477 |
| PERRONE Giacomo di Raffaele | 15.4.1890 | soldato, Deposito Bombardieri | 24.9.1918 | Caserta | malattia | 510 |
| PICONE Salvatore di Nicola | 13.4.1896 | soldato, 1° Genio | 8.2.1919 | Trentola | malattia | 524 |
| RENNELLA Lucantonio di Michele | 16.8.1897 | soldato, 251° Fanteria | 15.9.1918 | Monte Grappa | ferite | 554 |
| ROMANIELLO Carmine di Francesco | 21.2.1893 | caporale, 15° Fanteria | 1.7.1915 | zona di guerra | ferite | 567 |
| TOBIELLO Gennaro di Antonio | 31.5.1884 | soldato, 216° Fanteria | 31.1.1917 | Ospedaletto da campo n. 58 (Sacrario di Pocol) | malattia | 650 |
| TOBIELLO Nicola di Antonio | 19.10.1886 | soldato, 14° Bersaglieri | 12.12.1916 | Ospedaletto da campo n. 243 | malattia | 650 |
| TONZIELLO Antonio di Michele | 8.5.1883 | soldato, 15° Fanteria | 22.10.1915 | Ospedaletto da campo n. 64 | ferite | 654 |
| TONZIELLO Nicola di Michele | 4.5.1888 | soldato, 15° Fanteria | 29.9.1915 | Ospedaletto da campo n. 68 | ferite | 654 |
| TONZIELLO Salvatore di Nicola | 27.3.1890 | soldato, 242° Fanteria | 19.8.1917 | Monte Vodice | in combattimento | 654 |
I nomi incisi sulla lapide del 1923
La lapide posta nel 1923 sotto il campanile di San Michele porta anch'essa 36 nomi, ma non coincidono del tutto con quelli dell'Albo d'Oro: la lapide ricorda chi apparteneva alla comunità, l'Albo registra il comune di nascita. Secondo la trascrizione della scheda ministeriale vi sono incisi:
Cap. Castrese De Simone (medaglia di bronzo) · Cap. magg. Carmine Romaniello (medaglia d'argento) · Francesco Di Caprio · Luigi Guarino · Antonio Abate · Antonio Arsenio · Antonio Bavella · Giuseppe Castiello · Michele Arcangelo Cesaro · Giovanni Coscetta · Luigi Costanzo · Paolo Coviello · Francesco D'Alessandro · Nicola Diana · Vincenzo Di Cicco · Francesco Di Costanzo · Michele Fabozzi di Francesco · Michele Fabozzi di Mauro · Raffaele Faraldo · Giuseppe Fasanella · Pasquale Griffo · Nicola Mariniello · Salvatore Martino · Raffaele Misso · Angelo Musco · Francesco Pagano · Salvatore Pagano · Basilio Pallari · Lucantonio Rennella · Mauro Russo · Gennaro Tobiello · Nicola Tobiello · Antonio Tonziello · Nicola Tonziello · Salvatore Tonziello · Salvatore Umo.
Le differenze: in corsivo i nomi della lapide che non compaiono tra i nati a Trentola nell'Albo d'Oro (Michele Fabozzi di Mauro e Mauro Russo risultano nati nel comune di Lusciano e Ducenta). Viceversa, la lapide non riporta alcuni caduti nati a Trentola secondo l'Albo, tra cui Ernesto Paiotta (medaglia di bronzo), Michelangelo Cassandra, Giuseppe Fasanella, Luigi Grimaldi, Gaetano Mottola, Giacomo Perrone e Salvatore Picone. «Musco» e «Arsenio Antonio» sulla lapide corrispondono probabilmente a Musto Angelo e Arsenio Fiore dell'Albo. Una cronaca del 2018 parla di 116 caduti nativi di Trentola Ducenta, senza pubblicarne l'elenco. Il confronto con la lapide originale e con i ruoli matricolari dell'Archivio di Stato di Caserta permetterà di sciogliere i dubbi.
Fonte: Catalogo generale dei Beni culturali, scheda ICCD 1500860624-1 (trascrizione dell'iscrizione, datata 4 settembre 1923). Secondo l'Associazione Combattenti e Reduci il monumento fu inaugurato il 3 novembre 1923 con un discorso del dott. Angelo De Rubeis, fondatore della sezione locale, che nel 1926 ricevette anche un volume dell'Albo d'Oro dei caduti della provincia di Caserta.
I caduti di Ducenta
Fino al 1929 Ducenta faceva parte del comune di Lusciano e Ducenta: per questo l'Albo d'Oro registra i suoi caduti insieme a quelli di Lusciano, senza distinguerli. I nati in quel comune caduti nella Grande Guerra furono 87. Tra loro due decorati con la medaglia d'argento al valor militare: il sottotenente Arduino Stuardino Costanzo e il brigadiere dei Carabinieri Cosma Marino.
Da verificare: per sapere quali di questi caduti fossero di Ducenta occorre confrontare l'elenco con le lapidi di Ducenta e con i registri parrocchiali di San Giorgio. Le famiglie possono aiutare a ricostruirlo.
Mostra i 87 caduti nati nel comune di Lusciano e Ducenta
- Abate Nicola di Raffaele – 5.3.1882 – sold. 139° Ftr – †8.11.1918 Vicenza, malattia
- Argiulo Amedeo di Generoso – 30.1.1890 – sold. 134° Ftr – †26.8.1915 Parma, ferite
- Assodato Giovanni di Francesco – 24.2.1893 – sold. 34° Ftr – †12.5.1918, affondamento nave
- Becchimanzi Luciano Gennaro di Raffaele – 28.7.1895 – sold. 55° Ftr – †8.6.1916, affondamento nave
- Cantone Francesco di Luciano – 16.2.1888 – sold. 134° Ftr – †7.1.1916 Jesi, ferite
- Cantone Nicola di Luciano – 26.7.1897 – carabiniere – †14.12.1918 Belluno, malattia
- Capone Gaspare di Giuseppe – 22.8.1884 – s.ten. – †15.12.1918 Peschiera, malattia
- Carpentiero Raffaele di Luciano – 4.12.1894 – sold. 82° Ftr – †22.6.1918, ferite
- Castiello Francesco Antonio di Generoso – 1.7.1877 – sold. 12° Art. – †5.10.1915, malattia
- Cesaro Edoardo di Antonio – 3.11.1894 – sold. 15° Ftr – †26.7.1915, ferite
- Cesaro Giovanni di Gennaro – 29.3.1885 – sold. 34° Ftr – †11.5.1918, affondamento nave
- Cesaro Pasquale di Gennaro – 6.1.1890 – sold. 143° Ftr – †25.5.1917 Carso, ferite
- Ciccarelli Gennaro di Giuseppe – 10.9.1895 – sold. 129° Ftr – †29.10.1915, ferite
- Costanzo Arduino Stuardino di Luciano Francesco – 18.4.1895 – s.ten. 20° Bersaglieri, Medaglia d'argento al V.M. – †16.5.1916, ferite
- Costanzo Aurelio di Francesco – 12.3.1898 – s.ten. – †10.10.1918 Brescia, fatto di guerra
- Costanzo Giovanni Antonio di Nicola – 19.2.1876 – sold. – †25.6.1919 Lusciano e Ducenta, malattia
- Costanzo Luigi di Filippo – 17.11.1888 – sold. 34° Ftr – †11.5.1918, affondamento nave
- Costanzo Pasquale di Luigi – 18.11.1892 – sold. 73° Ftr – †3.11.1915 Carso, ferite
- Cuccurullo Pasquale di Vincenzo – 10.3.1884 – sold. 39° Ftr – †18.3.1917 Napoli, malattia
- D'Alessandro Luciano di Luigi – 29.12.1888 – sold. 16° Ftr – †11.10.1915, ferite
- D'Alessandro Salvatore di Francesco – 8.12.1882 – sold. 12° Bers. – †22.2.1917 Montebelluna, malattia
- D'Alessandro Vincenzo di Luigi – 18.11.1895 – sold. 55° Ftr – †28.12.1916 Terni, ferite
- D'Angelo Tommaso di Aniello – 5.1.1887 – sold. sanità – †2.12.1918 Bologna, malattia
- De Cristofaro Luciano di Paolo – 8.12.1887 – sold. 59° Ftr – †26.5.1916 Col di Lana, ferite
- Del Campo Giacomo di Nicola – 28.3.1890 – sold. 31° Ftr – †26.2.1919 Caserta, malattia
- Della Volpe Michele di Vincenzo – 21.11.1885 – sold. 126° Ftr – †11.11.1916 Carso, ferite
- Di Donato Giorgio di Giuseppe – 14.11.1891 – sold. lavoratori ausiliari – †8.5.1918 Francia, malattia
- Di Franco Pasquale di Gennaro – 20.12.1891 – sold. 50° Ftr – †4.7.1917 Carso, ferite
- Di Franco Pasquale di Giuseppe – 31.12.1883 – sold. 12° Bers. – †8.10.1918 Vicenza, malattia
- Di Gennaro Luigi di Umberto – 21.1.1894 – sold. 216° Ftr – †26.8.1916 Marmolada, ferite
- Di Guida Francesco di Vincenzo – 8.2.1893 – sold. 56° Ftr – †28.11.1915 Medio Isonzo, ferite
- Di Luciano Antonio di Luigi – 14.8.1890 – sold. 134° Ftr – †16.6.1916 Pasubio, ferite
- Di Maio Giorgio di Carlo – 20.5.1891 – sold. 16° Ftr – †14.6.1918 Lusciano e Ducenta, malattia
- Di Maio Giuseppe di Domenico – 17.6.1890 – sold. 115° Ftr – †15.8.1916 Carso, ferite
- Esposito Luciano di Luca – 17.9.1880 – sold. – †3.11.1918 Albania, malattia
- Esposito Nicola di Pasquale – 3.1.1879 – sold. 75° Ftr – †17.9.1917 Bainsizza, ferite
- Fabozzi Francesco di Giorgio – 26.9.1894 – sold. 71° Ftr – †24.12.1915, malattia
- Fabozzi Michele di Mauro – 28.8.1886 – sold. 60° Ftr – †26.7.1916 Colbricon, ferite
- Ferrara Nicola di Ferdinando – 5.7.1892 – sold. 62° Ftr – †20.10.1918, malattia
- Ferrara Nicola di Luciano – 17.12.1874 – sold. – †6.10.1918 S. Maria C.V., malattia
- Ferrara Pietro di Giovanni – 15.2.1891 – sold. 134° Ftr – †4.12.1915, ferite
- Frezza Giovanni di Michele – 13.5.1896 – sold. 216° Ftr – †17.9.1917 Carso, combattimento
- Giaquinto Nicola di Giovanni – 29.12.1892 – sold. 40° Ftr – †23.10.1915 Carso, ferite
- Granata Luciano di Raffaele – 18.2.1895 – sold. 46° Ftr – †11.11.1917, combattimento
- Grassia Raffaele di Pasquale – 18.12.1886 – sold. – †18.10.1918 Trentola, malattia
- Grimaldi Antonio di Pasquale – 23.3.1895 – sold. 15° Ftr – †3.4.1918 Caserta, malattia
- Grimaldi Luigi di Biagio – 9.10.1888 – sold. 134° Ftr – †14.8.1916 Medio Isonzo, ferite
- Grimaldi Nicola di Biagio – 24.6.1883 – sold. 126° Ftr – †24.10.1917, combattimento
- Ignarra Gennaro di Antonio – 4.10.1898 – sold. 1° Genio – †23.5.1918 Caserta, malattia
- Lanza Eduardo di Gabriele – 23.12.1885 – sold. – †7.11.1918 Brescia, malattia
- Lemma Francesco di Antonio – 22.12.1882 – sold. 139° Ftr – †4.11.1915 Monte San Michele, combattimento
- Macchione Francesco di Filippo – 5.12.1895 – sold. 131° Ftr – †24.7.1915 Medio Isonzo, ferite
- Maggitelli Salvatore di Girolamo – 3.2.1892 – caporale 23° Ftr – †21.4.1917 Lusciano e Ducenta, malattia
- Marfuggi Francesco di Luigi – 29.8.1896 – s.ten. 19° Ftr – †19.9.1916, ferite
- Marino Cosma di Raffaele – 13.9.1891 – brigadiere dei Carabinieri, Medaglia d'argento al V.M. – †30.5.1920 Lusciano e Ducenta, malattia
- Marino Luigi di Luciano – 24.2.1883 – sold. mitraglieri – †25.12.1918, malattia
- Medieceste Marco Michele di Antonio – 24.10.1884 – sold. 243° Ftr – †15.6.1918, ferite
- Miniero Nicola di Vito – 14.12.1877 – sold. 50ª Squadriglia aeroplani – †13.10.1917, malattia
- Mottola Francesco di Luciano – 7.10.1889 – sold. 134° Ftr – †25.7.1915 Carso, combattimento
- Mottola Luciano di Francesco – 13.12.1879 – sold. 160° Ftr – †15.5.1918 in prigionia, malattia
- Mottola Luigi di Pasquale – 25.3.1884 – sold. 84° Ftr – †5.6.1917 Carso, combattimento
- Mottola Nicola di Luciano – 31.3.1890 – sold. 3° Art. fortezza – †28.4.1916, ferite
- Nicchiniello Giorgio di Raffaele – 8.10.1884 – sold. 86° Ftr – †25.11.1918, malattia
- Nugnes Antonio di Francesco – 16.1.1897 – sold. 239° Ftr – †30.1.1917 Belluno, malattia
- Oliva Giuseppe di Antonio – 7.5.1895 – sold. 81° Ftr – †7.2.1917 Belluno, malattia
- Onorato Trovato Luigi di Onorio – 16.5.1894 – sold. 57° Ftr – †29.11.1918 Trieste, malattia
- Pampella Nicola di Salvatore – 5.10.1889 – sold. 2° Art. pesante – †8.11.1918, malattia
- Panico Gennaro di Pacifico – 16.5.1887 – sold. 132° Ftr – †29.6.1916 Carso, ferite
- Pezone Giuseppe di Vincenzo – 24.8.1890 – sold. 133° Ftr – †31.7.1915 Carso, ferite
- Pizzorusso Raffaele di Luciano – 10.5.1892 – sold. 126° Ftr – †1.11.1915 Medio Isonzo, ferite
- Quinto Carlo di Francesco – 19.6.1896 – sold. Cavalleggeri di Treviso – †16.5.1916 Carso, ferite
- Russo Alfredo di Carlo – 9.2.1895 – sold. 139° Ftr – †7.11.1916 Napoli, malattia
- Russo Gioacchino di Michele – 6.3.1896 – sold. 216° Ftr – †16.6.1918 Piave, combattimento
- Russo Mauro di Ferdinando – 6.11.1889 – sold. 1° Art. pesante – †28.3.1916, malattia
- Santoro Luciano di Andrea – 17.1.1889 – sold. 231° Ftr – †21.11.1916 Carso, combattimento
- Santoro Luigi di Salvatore – 9.11.1894 – sold. 25° Ftr – †21.10.1915 Tolmino, combattimento
- Speranza Luciano di Francesco – 1.3.1883 – sold. 75° Ftr – †30.11.1915, ferite
- Stabile Michele di Francesco – 8.5.1893 – sold. 137° Ftr – †18.6.1916 Monte Cimone, ferite
- Tamburrino Luciano di Giovanni – 16.3.1890 – sold. 71° Ftr – †5.1.1917, ferite
- Terracciano Francesco di Antonio – 7.10.1882 – sold. 12° Bers. – †23.11.1918 Bologna, malattia
- Terracciano Giuseppe di Antimo – 4.10.1898 – sold. 1° Genio – †11.3.1918 in prigionia, malattia
- Terracciano Pasquale di Antimo – 2.1.1881 – sold. 4° Genio – †6.5.1919 Napoli, malattia
- Tirolese Alessandro di Raffaele – 3.6.1897 – sold. 209° Ftr – †18.6.1918 Piave, ferite
- Tonziello Salvatore di Pasquale – 7.11.1883 – sold. 38° Ftr – †25.8.1915 Dolegna, malattia
- Vassallo Giovanni Battista di Raffaele – 6.4.1894 – sold. 12° Art. – †18.8.1917 Napoli, malattia
- Verdone Lucio di Pasquale – 22.6.1885 – sold. 140° Ftr – †19.9.1918, ferite
- Zippo Giovanni di Nicola – 23.11.1888 – sold. 71° Ftr – †18.9.1916, ferite
I decorati di Trentola
Castrese De Simone · Medaglia di bronzo
Nato a Trentola l'8 marzo 1893, ufficiale del 14° Reggimento Fanteria, cadde sul Monte Sei Busi, sul Carso, nel luglio 1915, nelle prime settimane di guerra.
Comandante di compagnia, si slanciava per primo, con grande ardimento, all'assalto dei trinceramenti avversari, e cadeva colpito a morte. — Monte Sei Busi, 24-25 luglio 1915.Motivazione, Bollettino Ufficiale 1916, p. 2188
Ernesto Paiotta · Medaglia di bronzo
Nato a Trentola il 2 dicembre 1889, sergente maggiore del 33° Reggimento Fanteria, cadde sull'Isonzo nel giugno 1915.
Durante una violenta azione, essendo il suo plotone in rincalzo, lo induceva ad entrare valorosamente in linea. Colpito a morte nel momento di avanzare, incitava ancora i dipendenti col grido di: «Avanti, Viva l'Italia!». — San Floriano, 5 giugno 1915.Motivazione, Bollettino Ufficiale 1923, p. 1763
Fonte: Istituto del Nastro Azzurro, banca dati dei decorati al valor militare. Le date e i gradi del Bollettino differiscono leggermente da quelli dell'Albo d'Oro (De Simone vi figura come capitano, morto il 22 luglio; Paiotta morto il 6 giugno).
Soldati, internati, deportati
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 decine di giovani di Trentola e Ducenta, sotto le armi a Creta, in Albania, in Grecia, a Trieste, a Bolzano, a Capua, furono catturati dai tedeschi e deportati in Germania come Internati Militari Italiani (IMI): avendo rifiutato di continuare la guerra a fianco del Reich, furono costretti al lavoro forzato nei lager. Almeno due trentolesi passarono per il campo di concentramento di Dachau.
Morti in prigionia o al fronte
- Antonio Pagano (15.1.1908), sergente del 19° Cavalleggeri Guide: catturato a Tirana il 9 settembre 1943, internato negli Stalag XIII D e XIII A, morto di malattia il 24 gennaio 1944 a Schnaittenbach; riposa nel Cimitero militare italiano d'onore di Monaco di Baviera.
- Vincenzo Ronza (22.2.1913), finanziere dell'VIII Battaglione mobilitato della Guardia di Finanza: internato nello Stalag 398 e costretto al lavoro nelle acciaierie di Linz, vi morì per un incidente il 23 dicembre 1943.
- Luigi Mottola (23.9.1918), caporal maggiore del 40° Fanteria, morto il 29 dicembre 1943 sul fronte tedesco.
- Luigi Di Guida (8.2.1920), soldato del 343° Fanteria, morto il 6 luglio 1944 sul fronte tedesco.
- Gaetano Ronza (19.5.1924), soldato del 7° Fanteria, morto il 25 giugno 1944 a Oberrieden.
Tornati dai lager
Cecere Nunziante · Costanzo Alfredo · Costanzo Giuseppe (Stalag IX C, Gera) · Costanzo Nicola · Coviello Armando · De Cristofaro Luciano · Della Volpe Michele · Di Costanzo Raffaele · Di Guida Vincenzo (1915, Stalag VII A) · Di Guida Vincenzo (1919) · Di Maio Giorgio (Stalag I B, IV B, IV G) · Di Maio Pasquale · Fabozzi Antonio · Fabozzi Carlo (Wolfsburg) · Fabozzi Mario · Fabozzi Saverio · Faraldo Raffaele · Grassia Pasquale (Dachau) · Mottola Nicola · Palmieri Umberto (Dachau) · Perrone Raffaele · Pirozzi Giuseppe · Pompella Salvatore · Rennella Antonio · Russo Enrico · Tessitore Vincenzo · Verde Pietro.
Fonte: Lessico Biografico degli Internati Militari Italiani (ANRP). L'elenco è parziale: la banca dati si interroga per cognome. L'elenco completo dei caduti 1940–1945 è inciso sul monumento di Piazza Marconi e conservato nella banca dati del Ministero della Difesa.
La ritirata tedesca
Nei primi giorni di ottobre del 1943, mentre gli Alleati risalivano da Napoli, le retroguardie tedesche si ritirarono verso il Volturno, minando i ponti della direttissima Napoli–Roma e il Ponte a Selice sui Regi Lagni. Anche Trentola Ducenta ebbe le sue vittime.
- Via Roma. Verso mezzogiorno i tedeschi piazzarono una mitragliatrice in fondo a via Roma e spararono su chiunque passasse. Fu colpito Carlo (o Paolo) Grassia, ortolano di 76 anni, morto un paio di settimane dopo all'ospedale di Aversa; restò ferita un'ortolana di Aversa.
- Strada provinciale Giugliano–Parete. Furono uccisi il militare Andrea Arbitrio, di 31 anni, e un giovane seminarista che cercava di tornare a casa e il cui nome non è mai stato accertato.
- Le mine. Tra il 6 e il 10 ottobre, dopo la partenza dei tedeschi, morirono nello scoppio di mine tre contadini di una stessa famiglia di Trentola: Andrea Pizzorusso (39 anni), il fratellastro Luciano Lemma (28) e la loro madre Angela Riccardo (60).
Il campo PG 71. Già prima, tra il 1942 e l'agosto 1943, a Ducenta aveva sede il campo italiano per prigionieri di guerra n. 71, detto «di Aversa», che ospitò ufficiali alleati; chiuse l'8 agosto 1943. Una fotografia di una sua baracca è conservata all'Archivio dell'Ufficio Storico dell'Esercito (AUSSME, Fototeca Seconda guerra mondiale, Italia 507/637).
Le indagini furono archiviate nel 1968 dal Tribunale militare di Napoli «contro ignoti». Gli studi indicano come probabili responsabili reparti della 3ª Panzergrenadier-Division o della Divisione «Hermann Göring».
Fonti: Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia, schede di G. Angelone; F. Pezzella, «Rappresaglia nazista ed episodi di resistenza nell'agro atellano e aversano», Rassegna Storica dei Comuni, 2006; Istituto Parri, Allies in Italy, campo PG 71. Le schede riportano date incerte tra l'1 e il 4 ottobre. Una testimonianza diretta è nel volume di G. Motti, Il fronte a Trentola Ducenta, San Marcellino (1992), vedi Bibliografia.
Gli anni del brigantaggio
Dopo l'Unità d'Italia anche il mandamento di Trentola conobbe il brigantaggio. I documenti dell'Archivio di Stato di Caserta raccontano di bande armate nelle campagne e di una comunità che cercava di difendersi:
- 1861 – il sindaco di Trentola chiede un distaccamento di Guardia Nazionale mobile contro «una numerosa banda di briganti che imperversa nella zona»; a Ducenta una banda «spacciatasi per forza pubblica» assale la casa di Leonardo di Guida.
- 1862 – arresto del brigante Cipriano del Vecchio di Trentola; due detenuti nel carcere di Trentola si offrono di aiutare a catturare la banda di Raffaele di Marzio.
- 1863 – i sindaci del mandamento istituiscono una «squadriglia» contro il brigantaggio; i carabinieri di Trentola arrestano due sospetti fiancheggiatori.
- 1864 – ricompare nel mandamento la banda di «Raffaelluccio», a cui si attribuisce il furto delle campane della chiesa di S. Maria a Cubito.
- 1865–1866 – il distaccamento della Guardia Nazionale di Trentola, al comando del maggiore Stile, perlustra il mandamento e il circondario di Gaeta.
Fonte: Guida alle fonti per la storia del brigantaggio postunitario conservate negli Archivi di Stato, vol. II, 2000, sezione Archivio di Stato di Caserta.
Lapidi e monumenti
La lapide del 1923. Dedicata «ai figli caduti» nella guerra 1915–1918, in marmo, con una Vittoria alata che regge corona d'alloro e palma, e alla base rami di quercia e d'alloro con gli stemmi di Trento e Trieste. Era collocata sotto il campanile della chiesa di San Michele; oggi è in Piazza Marconi, sul basamento del monumento ai caduti.
Il monumento ai caduti. Opera dello scultore aversano Luigi Panarella (1980): un rilievo in marmo con una figura femminile che sorregge un soldato morente. Ogni 4 novembre la città vi commemora i suoi caduti.
Un lavoro da fare insieme: il testo integrale della lapide del 1923 e i nomi del monumento non sono ancora stati trascritti. Chi può fotografarli o possiede fotografie, lettere dal fronte, cartoline o ricordi dei caduti può caricarli nell'Archivio fotografico o portarli in parrocchia.
Diocesi di Aversa · Zona pastorale Trentola-Casaluce