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La Parola di Dio · lunedì 9 novembre 2026

Le letture del giorno

Dedicazione della Basilica Lateranense · Anno A

Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 2,13-22

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete.
Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».
Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

Parola del Signore.

Per capire il testo: contesto storico e parole chiave

Il libro: Vangelo secondo Giovanni Vangeli

L’ultimo Vangelo, completato verso la fine del I secolo, legato all’apostolo Giovanni, il «discepolo amato», e alla sua comunità, secondo la tradizione a Efeso. Diverso dagli altri tre, presenta Gesù come la Parola di Dio fatta carne attraverso sette «segni» (miracoli) e lunghi discorsi («Io sono il pane della vita, la luce del mondo, il buon pastore…»). Si legge soprattutto nei tempi di Quaresima e di Pasqua.

Chi sono, che cosa significa

Pasqua ebraica e azzimi
La festa più importante d’Israele, in primavera, che ricorda la liberazione dalla schiavitù d’Egitto. Nella cena pasquale si mangiano l’agnello, il pane azzimo (senza lievito, segno della partenza in fretta) e le erbe amare, raccontando ai figli la storia dell’Esodo. Gesù morì e risorse durante la Pasqua: la sua Ultima Cena si colloca in questo contesto e la Pasqua cristiana ne porta a compimento il significato.
Giudea e Gerusalemme
La Giudea è la regione meridionale, con capitale Gerusalemme, città santa scelta da re Davide intorno al 1000 a.C. e sede del Tempio. Sion è il colle della città e, per estensione, la città stessa come dimora di Dio. Nella Giudea si trovano anche Betlemme, città di Davide dove nacque Gesù, Betània, villaggio di Marta, Maria e Lazzaro, e Gerico.
Il Tempio di Gerusalemme
L’unico luogo dove si offrivano i sacrifici a Dio. Il primo Tempio fu costruito da Salomone e distrutto dai Babilonesi nel 587 a.C.; il secondo fu ricostruito dopo l’esilio e ampliato in modo grandioso da Erode il Grande. Era meta di pellegrinaggio nelle grandi feste. Gesù vi insegnò e ne cacciò i venditori. Fu distrutto dai Romani nel 70 d.C.: oggi ne resta il Muro occidentale («del Pianto»).
Vigna, pastore, gregge
Immagini familiari in una terra di agricoltori e pastori. Nei profeti la vigna è Israele, curata da Dio che attende frutti di giustizia (Isaia 5). Il pastore era il simbolo del re e dei capi del popolo: i profeti denunciano i cattivi pastori e promettono che Dio stesso pascerà il suo gregge. Gesù si presenta come il buon pastore e la vera vite.
Monete e misure
Il denaro romano era la paga di una giornata di lavoro di un bracciante. La dracma greca valeva circa un denaro. Il talento era un’unità di peso e di valore enorme, pari a circa 6.000 denari, cioè il salario di quasi vent’anni di lavoro. Sulle monete romane comparivano l’immagine e il nome dell’imperatore; al Tempio si pagava con il siclo di Tiro, per cui servivano i cambiavalute.
Discepoli e apostoli
I discepoli sono coloro che seguono un maestro, vivendo con lui per imparare. Tra i molti discepoli Gesù ne sceglie dodici, numero delle tribù d’Israele, chiamati «apostoli», cioè «inviati». Erano persone comuni, in gran parte pescatori di Galilea, guidati da Simone, che Gesù chiama Pietro («roccia»).

Tutte le spiegazioni: libri della Bibbia, personaggi, luoghi e usanze →

Liturgia della Parola

Le letture della Messa


Prima Lettura

Dal libro del profeta Ezechièle
Ez 47,1-2.8-9.12

In quei giorni, [un uomo, il cui aspetto era come di bronzo,] mi condusse all’ingresso del tempio e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente, poiché la facciata del tempio era verso oriente. Quell’acqua scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte meridionale dell’altare. Mi condusse fuori dalla porta settentrionale e mi fece girare all’esterno, fino alla porta esterna rivolta a oriente, e vidi che l’acqua scaturiva dal lato destro.Mi disse: «Queste acque scorrono verso la regione orientale, scendono nell’Aràba ed entrano nel mare: sfociate nel mare, ne risanano le acque. Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il torrente, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché dove giungono quelle acque, risanano, e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. Lungo il torrente, su una riva e sull’altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui foglie non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina».

Salmo Responsoriale
Dal Sal 45 (46)

R. Un fiume rallegra la città di Dio.

Dio è per noi rifugio e fortezza,
aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra,
se vacillano i monti nel fondo del mare. R.

Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio,
la più santa delle dimore dell’Altissimo.
Dio è in mezzo ad essa: non potrà vacillare.
Dio la soccorre allo spuntare dell’alba. R.

Il Signore degli eserciti è con noi,
nostro baluardo è il Dio di Giacobbe.
Venite, vedete le opere del Signore,
egli ha fatto cose tremende sulla terra. R.

Per capire il testo: contesto storico e parole chiave

Il libro: Ezechiele Libri profetici

Sacerdote deportato a Babilonia nel 597 a.C., Ezechiele predica agli esiliati con visioni potenti e gesti simbolici. Dopo la caduta di Gerusalemme annuncia la rinascita: Dio darà un cuore nuovo e uno spirito nuovo, farà rivivere le ossa aride, sarà egli stesso il pastore del suo popolo (capitolo 34).

Chi sono, che cosa significa

Profeti
Uomini e donne chiamati a parlare in nome di Dio: non indovini del futuro, ma interpreti della storia alla luce dell’alleanza. Richiamano re e popolo alla fedeltà, difendono poveri, vedove e orfani, annunciano il giudizio e la speranza. I più grandi (Isaia, Geremia, Ezechiele) vissero tra l’VIII e il VI secolo a.C., nel tempo delle crisi assira e babilonese. Giovanni Battista è considerato l’ultimo dei profeti.
Il Tempio di Gerusalemme
L’unico luogo dove si offrivano i sacrifici a Dio. Il primo Tempio fu costruito da Salomone e distrutto dai Babilonesi nel 587 a.C.; il secondo fu ricostruito dopo l’esilio e ampliato in modo grandioso da Erode il Grande. Era meta di pellegrinaggio nelle grandi feste. Gesù vi insegnò e ne cacciò i venditori. Fu distrutto dai Romani nel 70 d.C.: oggi ne resta il Muro occidentale («del Pianto»).
Abramo e i patriarchi
Abramo è il padre del popolo d’Israele e il modello della fede: partito da Ur dei Caldei (nell’attuale Iraq) verso la terra di Canaan, si fida della promessa di Dio di una discendenza numerosa. Con il figlio Isacco e il nipote Giacobbe (chiamato anche Israele, padre delle dodici tribù) forma il gruppo dei patriarchi, vissuti nel II millennio a.C. Ebrei, cristiani e musulmani lo riconoscono come padre nella fede.

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Per meditare

Le parole dei Papi


Per intendere bene l’episodio evangelico di oggi, bisogna sottolineare un particolare importante. I venditori si trovavano nel cortile dei pagani, il luogo accessibile ai non ebrei. Proprio questo cortile era stato trasformato in un mercato. Ma Dio vuole che il suo tempio sia casa di preghiera per tutti i popoli (cfr Is 56,7). (…) Gesù sa che questa provocazione gli costerà cara. E quando gli chiedono: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?» (v. 18), il Signore risponde dicendo: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere» (v. 19). (…)

Nelle nostre esistenze di peccatori spesso ci capita di allontanarci dal Signore e di spegnere lo Spirito. Distruggiamo il tempio di Dio che è ciascuno di noi. Eppure questa non è mai una situazione definitiva: al Signore bastano tre giorni per ricostruire il suo tempio dentro di noi! Nessuno, per quanto sia ferito dal male, è condannato su questa terra ad essere per sempre separato da Dio. In maniera spesso misteriosa ma reale il Signore apre nei cuori nuovi spiragli, desideri di verità, di bene e di bellezza, che fanno spazio all’evangelizzazione. A volte si possono incontrare diffidenze e ostilità: non bisogna lasciarsi bloccare, ma custodire la convinzione che a Dio bastano tre giorni per risuscitare suo Figlio nel cuore dell’uomo. (Papa Francesco, Omelia, 9 novembre 2019)

Testi aggiornati automaticamente dalla pagina «Vangelo del giorno e Parola del giorno» di Vatican News (Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede), secondo il calendario liturgico. Traduzione dei testi biblici: CEI. Le celebrazioni proprie della Diocesi di Aversa possono avere letture diverse.